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Economia
Dopo la Svizzera, il Liechtenstein. Cade un altro segreto bancario
Tra i ministri, il titolare del Tesoro, Pier Carlo Padoan, è il più ricco con un retribuzione annua di 216mila euro, ai quali vanno aggiunti poco più di 53mila euro dichiarati

Dopo la Svizzera, cade il segreto bancario anche con il Liechtenstein. Ne ha dato notizia il ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, che ha firmato l'accordo di scambio di informazioni ai fini fiscali con il premier e ministro delle Finanze del Liechtenstein, Adrian Hasler. "Analogamente a quanto avvenuto con la Svizzera, l'accordo pone fine al segreto bancario nel Principato", annuncia il Mef. L'impegno comune è di partire già dal 2017. I due ministri hanno firmato anche un Protocollo aggiuntivo in materia di 'richieste di gruppo'. "L'accordo tra Italia e Liechtestein consentirà di sviluppare ulteriormente la cooperazione amministrativa tra i due Paesi e quindi rafforzare il contrasto all'evasione fiscale", spiega un comunicato del Tesoro.

L'accordo è basato sul modello Ocse di Tax Information Exchange Agreement (Tiea) e consente lo scambio di informazioni su richiesta relativamente a tutte le imposte. Lo Stato a cui sono richieste le informazioni non può rifiutarsi di fornire allo Stato richiedente la collaborazione amministrativa per mancanza di interesse ai propri fini fiscali, né opporre il segreto bancario.

Il Protocollo aggiuntivo, che disciplina le richieste di gruppo. Le autorità italiane potranno quindi presentare richieste di informazioni qualora rilevassero da parte di alcuni soggetti dei "comportamenti che fanno presumere l'intenzione dei contribuenti di nascondere al fisco italiano patrimoni o attività detenute irregolarmente nel Liechtenstein".  L'Accordo sullo scambio di informazioni e il Protocollo aggiuntivo si applicano dopo la ratifica da parte dei Parlamenti dei rispettivi Paesi, a decorrere della firma. Di conseguenza lo scambio di informazioni potrà riguardare elementi in essere alla data di oggi.

Con la firma il Principato viene considerato ai fini della voluntary disclosure un Paese "non black list", consentendo così ai cittadini italiani che detengono in maniera illegale patrimoni o attività nel Liechtenstein di accedere alla procedura di regolarizzazione alle condizioni più favorevoli previste dalla legge (pagamento per intero delle imposte ma con sanzioni ridotte).

Insieme all'Accordo e al Protocollo aggiuntivo, i ministri hanno firmato anche una Dichiarazione congiunta di carattere politico con la quale i due Paesi confermano il reciproco impegno ad applicare lo scambio automatico di informazioni sulla base dello standard globale Ocse dal 2017. L'Italia, subito dopo l'entrata in vigore dell'Accordo e del Protocollo includerà formalmente il Liechtenstein nelle white list. Con la Dichiarazione congiunta, infine, Italia e Liechtenstein si impegnano ad avviare i negoziati per una convenzione contro le doppie imposizioni, una volta entrati in vigore l'Accordo e il Protocollo.

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