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Economia
Anche il mercato dell'oro è manipolato. 5 banche finiscono nella bufera

Mercati finanziari ancora manipolati. Dopo lo scandalo del tasso d'interesse interbancario Libor, ad essere finito nel mirino delle autorità ora è il fixing dell'oro che negli ultimi 4 mesi è tornato a correre, superando i 1.350 dollari l'oncia. Nel giro di pochi giorni, infatti, è già salito a due il numero di azioni giudiziarie intentate negli Stati Uniti contro le cinque banche coinvolte nella definizione del benchmark, un riferimento utilizzato in un mercato da oltre 20mila miliardi di dollari.

Gli istituti bancari finiti sul bancone degli imputati sono Barclays, Bank of Nova Scotia, Deutsche Bank, Hsbc e Société Générale con l'accusa di manipolare il prezzo dell'oro al fixing di Londra, valore che determina il corso del lingotto utilizzato dai produttori, dalle gioiellerie e dalle banche centrali. Il Wall Street Journal ha diffuso la notizia che è stata depositata una seconda causa che ambisce a diventare class action e questa volta a farsene promotore è una società, anziché un singolo investitore: si tratta di Ais Capital Management, società del Connecticut con circa 400 milioni di dollari in gestione a fine 2013 e diversi fondi specializzati in materie prime. I termini della denuncia sono identici a quelli già presentati la settimana scorsa da Kevin Maher, residente a New York: dal 2004 Barclays, Bank of Nova Scotia, Deutsche Bank, Hsbc e Société Générale avrebbero cospirato per manovrare a proprio vantaggio il fixing. Un'ipotesi "priva di merito e da cui ci difenderemo con vigore" ha ribattuto Deutsche Bank, che due mesi fa ha annunciato l'uscita dal gruppo delle banche del fixing. Repliche dello stesso tenore sono arrivate anche da SocGen e Scotiabank.

A dare impulso alle azioni giudiziarie sembra aver contribuito in modo decisivo la recente anticipazione dei risultati di una ricerca di due studiosi americani: Rosa Abrantes Metz, docente della Stern School of Business dell'Università di New York, già nota per aver sollevato perplessità sul Libor, prima dello scandalo sulla sua manipolazione, e il marito Albert Merz, managing director di Moody's.

Lo studio, ancora in corso, ha evidenziato reazioni "insolite" sul mercato dell'oro in corrispondenza del fixing pomeridiano, intorno alle 16 ora italiana: osservazioni già fatte da altri ricercatori ma che spingono i Merz a dire che "la struttura del benchmark certamente favorisce la collusione e la manipolazione" e che "è probabile che possa esserci collaborazione tra i partecipanti", ossia le banche che due volte al giono in conference call partecipano al fixing.

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