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Fmi, avvertimento all’Italia: “Pil a +0,5% fino al 2027”. Così il debito (ancora alto) frena la crescita

Il Fondo monetario internazionale: “Sostituire il taglio delle accise con misure mirate per le famiglie vulnerabili. Anche le spese per la difesa devono essere compensate”

Fmi, avvertimento all’Italia: “Pil a +0,5% fino al 2027”. Così il debito (ancora alto) frena la crescita
fmi, kristalina georgieva

L’economia italiana continuerà a crescere a un ritmo moderato nei prossimi anni, con il Pil reale atteso in aumento dello 0,5% nel 2025 e con una dinamica analoga prevista anche fino al 2027, frenata da fattori esterni sfavorevoli e da debolezze strutturali. È quanto emerge dall’Article IV del Fondo Monetario Internazionale, che segnala come, nonostante il progresso nel consolidamento fiscale e la riduzione del deficit al 3,1% del PIL nel 2025, il debito pubblico resti su livelli elevati, pari a circa il 137% del Pil, e continui a essere vulnerabile a shock legati alla crescita, ai tassi di interesse e alla fiducia dei mercati.

L‘Fmi sottolinea inoltre che le politiche di sostegno legate ai prezzi dell’energia dovrebbero essere temporanee, mirate e neutrali rispetto al bilancio, per evitare effetti distorsivi sui consumi e preservare gli incentivi al risparmio energetico. In particolare, viene criticata la riduzione generalizzata delle accise su benzina e diesel, che secondo il Fondo dovrebbe essere sostituita da trasferimenti più selettivi a favore delle famiglie vulnerabili.

L’istituzione richiama anche l’attenzione sulla necessità di compensare integralmente eventuali nuove spese pubbliche, inclusa quella per la difesa, al fine di non compromettere la sostenibilità fiscale complessiva del Paese.

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