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obama giuramento (9)


Il Congresso americano si mette di traverso al cambio della governance del Fondo Monetario Internazionale. L'amministrazione Obama ha chiesto infatti al Parlamento Usa l'autorità per attuare una storica riforma dei diritti di voto nel  Fmi, che rafforzi il potere delle economie emergenti come la Cina dentro l'istituzione internazionale con sede a Washington.

Secondo quanto riferiscono alcune fonti del Congresso, il Tesoro Usa ha inserito la richiesta in una clausola della proposta di legge che dovrà consentire al governo statunitense di continuare a essere finanziato fino al 30 settembre 2013.

In pratica, il Tesoro ha chiesto al Congresso l'autorizzazione a trasferire 65 miliardi di dollari dal fondo di crisi del Fmi alle quota Usa da versare all'organismo presieduto da Christine Lagarde.

La Camera ha già respinto la proposta che ora approderà al Senato. Attualmente gli Usa sono il primo contributore del Fmi con il 16,7% dei diritti di voto e hanno potere di veto. La riforma limiterebbe il ruolo dell'Europa e renderebbe invece la Cina il terzo principale membro votante.

Sul testo c'è l'accordo raggiunto dai Paesi membri del Fondo nel 2010, cambio della governance però che non sarà operativa fino al via libera degli Stati Uniti. Insieme a Cina, anche Brasile e le altre potenze emergenti chiedono da tempo di essere più ascoltate e ritengono che l'attuale sistema di voto si traduca in benefici esclusivi per l'Europa e gli Stati Uniti.

Secondo alcuni rumors, Obama ha anche in programma un incontro con diversi senatori repubblicani per discutere con loro del deficit Usa a lungo termine. La Casa Bianca non ha confermato l'incontro, che non è neanche chiaro se si terrà a Washington, i cui uffici governativi oggi sono chiusi per una forte nevicata.

Il presidente americano sta cercando un compromesso bipartisan sul deficit Usa, mentre il negoziato resta in fase di stallo. Domenica scorsa la Casa Bianca aveva suggerito una trattativa sul bilancio che prevedesse nuove entrate e riforme mirate, tra cui anche quella sul programma di Medicare per gli anziani e i disabili e quella sui benefici previdenziali, tutti piani i cui costi sono in rapido aumento per l'innalzamento dell'età media della popolazione. Tra i senatori che incontreranno Obama ci sono Bob Corker del Tennessee, Tom Coburn dell'Oklahoma, Rob Portman dell'Ohio e Susan Collins del Maine.

 

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