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Economia
Fondazione Leonardo presenta a Milano “Civiltà delle macchine”

“La seconda vita della rivista favorirà la nascita di un umanesimo digitale, in cui il saper fare sia importante almeno quanto il saper pensare” ha commentato l’Amministratore delegato di Leonardo Spa, Alessandro Profumo.

“Civiltà delle macchine” rinasce dopo trent’anni. La fondazione Leonardo, costituita da qualche mese, rinnova il progetto editoriale che nel 1953, con Leonardo Sinisgalli, ingegnere, poeta, matematico e primo direttore della rivista, appassionò tanti lettori nel periodo della Ricostruzione e dello sviluppo economico dell’Italia.

Il nome della pubblicazione, che è trimestrale, rimane quello originario ed è un incontro felice tra due parole preziose: “Civiltà” che rappresenta le conquiste di una società che raggiunge un livello culturale evoluto e “Macchine” che simboleggia il lavoro della mente dell’uomo.

"Civiltà delle macchine": il commento dei protagonisti

Fondazione Leonardo ha presentato il primo numero della rivista a Milano, nel Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.

"La Fondazione rappresenta un anello di congiunzione fra Leonardo e la società civile" -ha detto ad Affaritaliani.it Alessandro Profumo, Amministratore Delegato di Leonardo Spa. "Noi pensiamo di essere un grande motore di progresso e sviluppo per il nostro Paese. La Fondazione ci deve aiutare a capire come renderlo percepibile e capire come la tecnologia e il mondo digitale influirà sul futuro della nostra società. Il tema del mettere a dialogo e a fattor comune la cultura umanistica e la cultura scientifica e tecnologica sia un sistema di arricchimento. Il titolo della Fondazione e la Rivista Civiltà delle macchine dà proprio questa idea della congiunzione tra tecnologia da una parte e umanesimo dall’altra".

Profumo Leonardo
VIDEO - Profumo (Leonardo): "Mettiamo a dialogo cultura umanistica e scientifica"

Fiorenzo Marco Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci, ha dichiarato ad Affaritaliani.it: “Dal punto di vista intellettuale per tutti coloro che crescono con ottime letture la rinascita di una rivista di questo valore, sia per le firme sia per le intenzioni sia per la qualità del risultato finale, è un evento straordinario. Noi come Museo abbiamo una grande affinità di intenti. Tutti noi, come cittadini dedicati all’innovazione e al progresso avremo uno strumento prezioso in più per poter lavorare. A novembre – ha continuato Galli parlando del prossimo grande appuntamento che riguarderà il Genio di Leonardo Da Vinci – racconteremo con una galleria permanente di 1300mq la figura di Leonardo nella sua realtà e nella sua assoluta e totale contemporaneità. L’investimento è il più importante investimento fatto quest’anno per celebrare la figura di Leonardo Da Vinci. Il sistema di impresa di cui Leonardo Spa è forse l’esempio più importante in Italia – ha concluso Galli -, soprattutto dal punto di vista del dialogo con la società è fondamentale. Dobbiamo ricordarci che il progresso e l’innovazione avvengono necessariamente con il dialogo fra le componenti della società”. 

 

galli

VIDEO - Galli (Museo Leonardo Da Vinci): "C'è una grande affinità di intenti"

Luciano Violante, Presidente Fondazione Leonardo, ha commentato: “Presentiamo una rivista in un tempo in cui le riviste muoiono. Leonardo Spa ha deciso di investire intelligenze e risorse in una Fondazione con due macro obiettivi: rendere società e istituzioni più consapevoli della centralità della trasformazione digitale e diventare centro di eccellenza per diffusione competenze tecnologiche”.

Violate ha poi citato Sinisgalli: “Come il ragno costruisco con niente: lo sputo, la polvere e un po’ di geometria” ed ha concluso riferendosi al dipinto la Scuola di Atene di Raffaello dove sono raffigurati “Socrate, Platone e Aristotele: la continuità del sapere attraverso le generazioni. Il sapere cambia con il passare delle generazioni. Platone ha la mano rivolta verso il cielo e Aristotele verso il basso”. Nel dipinto non sono raffigurati solo filosofi, ma vengono rappresentate tutte le scienze. C’è anche una donna, Ipazia “l’unica figura che guarda dritto degli occhi chi la osserva. Noi ci sforzeremo di guardare chi ci guarda sempre dritto negli occhi, come Ipazia”.

Peppino Caldarola, direttore della rivista, ha commentato: “Penso a lettori che amino leggere e sappiano vivere. Le riviste come i libri sono fatte da chi le scrive ma soprattutto di chi li legge. Lavoreremo per progetti e non saremo la buca delle lettere dei “convegnifici” italiani. Saremo in ascolto, staremo sotto, come un fiume carsico che alla fine trova la sua strada”.

 

 

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