Spese per la difesa, Giorgetti: “Sul Safe decidiamo quando avremo un quadro chiaro. Lo scostamento spetta al Parlamento”
Nessuna fretta, ma nemmeno una porta chiusa. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti torna a parlare dei fondi Safe per la difesa e sceglie la linea dell’attesa. “Non c’è una scadenza”, ha dichiarato a margine di un’iniziativa al Cnel, interpellato sulla possibilità che l’Italia faccia richiesta degli strumenti europei per il riarmo, dopo che ieri Bruxelles ha sollecitato gli stati membri che non hanno ancora presentato domanda. “Stiamo aspettando, stanno uscendo gli ultimi dettagli da parte della Commissione Europea sull’utilizzo delle clausole di flessibilità”, ha spiegato il titolare del Mef. “Quando avremo un chiaro quadro, potremo decidere, perché se decidiamo su cose che non sappiamo possiamo fare degli errori.”
Giorgetti ha poi tenuto a distinguere due piani spesso sovrapposti nel dibattito pubblico. Da un lato il finanziamento tramite Safe, che presenta “aspetti di convenienza in termini di durata e di tasso” e riguarda programmi militari già contenuti nel bilancio dello Stato. Dall’altro l’aumento strutturale delle spese per la difesa, questione ben più complessa che richiederebbe uno scostamento di bilancio: una decisione che, come ricorda il ministro citando esplicitamente la Costituzione, “non può essere decisa soltanto dal governo né dal Ministero dell’Economia, ma lo decide il Parlamento”. Un tema, conclude Giorgetti, di cui “si parlerà nei prossimi mesi”.

