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Svolta FonSai/ Manette per tutta la famiglia Ligresti. Paolo latitante in Svizzera. Buco da 600 milioni nelle riserve.Vola il titolo

Svolta FonSai/ Manette per tutta la famiglia Ligresti. Paolo latitante in Svizzera. Buco da 600 milioni nelle riserve.Vola il titolo
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Svolta FonSai/ Manette per tutta la famiglia Ligresti. Paolo latitante in Svizzera. Buco da 600 milioni nelle riserve.Vola il titolo
Svolta FonSai/ Manette per tutta la famiglia Ligresti. Paolo latitante in Svizzera. Buco da 600 milioni nelle riserve.Vola il titolo

 

Stamattina la notizia choc delle indagini, sempre all’interno del caso FonSai, a carico dell’ex presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato correo del dissesto della compagnia assicurativa per motivi di ambizione personale e corrotto dai Ligresti.

Ora, una nuova accelerazione con una notizia altrettanto choc nella complessa vicenda che dovrebbe portare Fondiaria-Sai nella braccia della bolognese Unipol.

Questa mattina sono finiti infatti agli arresti non solo il patron Salvatore (ai domiciliari) su cui pendevano già diverse accuse da parte della Procura di Torino e di quella di Milano, ma anche i tre figli: Giulia, Jonella e Paolo (al momento ricercato, si trova in Svizzera ma ha fatto sapere che non intende rientrare) che ricoprivano incarichi nelle società di famiglia. 

I militari della Gdf hanno raggiunto gli indagati nelle loro abitazioni e dimore estive, tra la Sardegna, dove Jonella era in vacanza e adesso e’ nel carcere di Cagliari, e la Toscana. Giulia Maria Ligresti e’ stata invece trasferita nel carcere di Vercelli. Quanto a Paolo Ligresti, per il gip di Torino uno degli elementi che porta a rilevare la sussistenza di “un rischio concreto che i componenti della famiglia Ligresti decidano di allontanarsi dalla giurisdizione nazionale” sta in una intercettazione telefonica dove nel colloquio tra due persone emergeva la frase “Io ho notizie che il buon Paolo ora va in vacanza, alle isole Cayman”.

Il gip sottolinea che “sussiste un concreto pericolo di fuga desumibile dal possedere, ciascuno di loro, ingenti patrimoni in grado di fornire loro i mezzi necessari per lasciare il territorio nazionale e spostare il centro delle proprie attivita’ in altri Paesi, al fine di eludere gli esiti delle indagini. D’altronde, gli indagati sono soci di societa’ estere e ricoprono cariche nei rispettivi consigli d’amministrazione”. E conclude: “e’ di tutta evidenza come, da un lato gli stessi possano contare all’estero su di una rete di relazioni in grado di offrire loro un valido supporto, e dall’altro, come proprio la prospettiva di tutelare dei propri capitali personali ubicati fuori dal territorio nazionale possa ulteriormente rafforzare la convinzione di spostamenti in dette localita’”.

 

Ordinanza di custodia cautelare emesse su richiesta dei magistrati della Procura di Torino anche per i due ex amministratori delegati Fausto Marchionni (da scontare per quest’ultimo in un’abitazione tra le montagne del cuneese) ed Emanuele Erbetta e l’ex vice presidente pro-tempore Antonio Talarico, manager tutti riconducibili alla gestione Ligresti. I provvedimenti giudiziari sono scattati per le ipotesi di reato di falso in bilancio aggravato e di manipolazione di mercato. Per i componenti della famiglia Ligresti e per le altre persone arrestate il reato contestato è quello di false comunicazioni sociali. Il gip ha motivato la sua decisione ritenendo che ci fosse pericolo di fuga, di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove.

ligresti 500

Parallelamente alla Procura di Milano che sta indagando sui reati finanziari a carico di Salvatore Ligresti e, ora, anche dell’ex presidente dell’Isvap Giannini, la Procura di Torino ha fatto notificare a maggio quattordici avvisi di garanzia.

Gli altri indagati sono Vincenzo La Russa, fratello di Ignazio, ex ministro della Difesa del governo Berlusconi, i membri del comitato esecutivo di Milano Assicurazioni e, in virtù della normativa in tema di responsabilità amministrativa degli enti, la stessa società e la capogruppo Fondiaria Sai. L’ inchiesta è coordinata dai magistrati Marco Gianoglio e Vittorio Nessi.

 

“Uno spaccato inquietante“, ha commentato il procuratore aggiunto Vittorio Nessi della procura di Torino a proposito delle nuove operazioni nell’ambito dell’inchiesta FonSai. “Una società assicurativa”, ha aggiunto, “molto importante era piegata agli interessi di una parte dell’azionariato, quello che contava. I finanzieri hanno infatti verificato, in un’inchiesta partita nell’agosto del 2012, come fosse avvenuta una “sistematica sottovalutazione delle riserve tecniche del gruppo assicurativo della riserva sinistri”, che ha consentito nell’arco degli anni l’afflusso di milioni di euro nelle casse della famiglia. La famiglia Ligresti, secondo la tesi dell’accusa, contando anche sulla “compiacenza del top management si è assicurata oltre al costante flusso di dividendi anche il via libera a numerose operazioni immobiliari con parti correlate“. “Salvatore Ligresti ha reagito all’arresto con molta serenità”, ha spiegato il comandante della guardia di finanza di Torino, generale Giuseppe Gerli.

Quanto alla reazione del titolo in Borsa, dopo un forte calo a seguito della notizia degli arresti Fonsai ha messo a segno un vero exploit (+4,75%). In linea Unipol (+3,64%).