Bce preoccupata dalla crisi in Francia
La grande malata d’Europa adesso è la Francia. I conti proprio non tornano, da una parte si preannuncia una manovra lacrime e sangue e dall’altra esplodono le proteste. Una situazione pericolosa.
Gli investitori, con questo quadro politico-economico poco rassicurante, hanno dubbi crescenti legati ai deficit cronicamente elevati, a un sistema delle pensioni insostenibile e mai riformato, al rischio di proteste violente di piazza in caso di tagli di spesa e all’ondata populista di destra e di sinistra in vista delle presidenziali di primavera.
Il costo di assicurazione del debito francese – riporta Il Corriere della Sera – si è impennato, segno che un default non è più inconcepibile per il mercato. Un intervento della Bce può stabilizzare il quadro, ma richiede prima tagli di spesa a Parigi che sembrano quasi impossibili fino alla fine del ciclo elettorale a giugno prossimo.
Ma qui si solleva un altro problema, chi gestirà da Francoforte questo delicato dossier? In teoria dovrebbe farlo Christine Lagarde, ma è stata proprio l’attuale presidente dell banca centrale europea nei mesi scorsi a preannunciare un suo passo indietro, proprio in vista di una sua possibile candidatura per l’Eliseo, per ora solo vociferata ma mai annunciata ufficialmente.
Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia italiano – prosegue Il Corriere – non si esprime in pubblico, ma appare estremamente probabile che il titolare del Mef in questi giorni abbia sollecitato la presidente della Bce a fare chiarezza una volta per tutte sui tempi della sua uscita. Un problema in più nel mezzo di una grave crisi finanziaria diffusa.


