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Economia
Svizzera la prima vittima del bazooka di Draghi, senza spari. "E' sicuro: il 22 la Bce scende in campo"

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

"La mossa della Banca Nazionale Svizzera (Bns) di lasciar fluttuare il cambio, togliendo a sorpresa il tetto minimo, fissato a 1,20 sull'euro è una mossa anticipatrice del quantitative easing della Bce che la prossima settimana lancerà il suo programma di acquisiti di titoli di Stato dei paesi membri dell'Eurozona". Lo spiega ad Affaritaliani.it Giovanni Landi, fondatore di Anthilia Capital Partners, ex vicepresidente di Assogestioni con una lunga carriera nel gruppo Intesa.

"Come bilancio - prosegue il gestore - la Banca Nazionale Svizzera è il più grande hedge fund del mondo. Dal 2011 stava continuando a stampare franchi svizzeri perchè comunque venivano assorbiti a piene mani dal mercato a un livello di 1,20 di cambio con l'euro ed era costretta a ritirare la moneta unica europea. A un certo punto ha raggiunto un bilancio pieno zeppo di euro che, di fatto, la faceva quasi diventare la seconda Bce del Vecchio Continente e non ce l'ha fatta più".

"Sapendo poi che è imminente - aggiunge Landi - il nuovo quantitative easing dell'Eurotower attraverso l'acquisto di titoli di debito dei Paesi dell'eurozona mossa antideflattiva che aumenterà la massa monetaria e che significherà ulteriori vendite di euro sul mercato, ha detto basta: o diventiamo noi la Bce perché quasi tutte le attività sono in euro o è meglio lasciar pendere".

Insomma, secondo l'esperto la Bns "che ha chiuso l'ultimo bilancio con 38 miliardi di utili" rischiava di dover comprarne ancora  euro con le nuove misure di politica monetaria espansiva non convenzionali di Francoforte per proteggere i propri rendimenti. Si sarebbe trovata a "fronteggiare quindi una situazione ingestibile: avrebbe dovuto comprare ancora tonnetllate di euro per proteggere il cambio del franco svizzero". Meglio lasciar perdere.

Stamane, in pochi attimi, dopo la decisione delle autorità elvetiche, il franco svizzero si è impennato del 30% sull'euro a quota 0,8052, del 25% sul dollaro a 0,89 e ai massimi dal 1980 sullo yen. A sua volta l'euro è sceso a picco da 1,17 a 1,1573 dollari, il minimo da undici anni, per poi risalire di nuovo a quota 1,17. La sterlina vola al top da sei anni sull'euro. Anche le borse europee hanno girato dal positivo al negativo per tornare poi di nuovo positive, trainate dal crollo di Zurigo che ha perso oltre 12%. Insomma, i mercati sono andati in tilt e poi a fatica hanno ritrovato un loro equilibrio, con le borse europee di nuovo in rialzo, sull'attesa delle mosse della Bce, e l'euro sopra la parità col franco.

La Snb aveva preso nel 2011 la decisione di introdurre il plafond di 1,20 franchi sull'euro, per proteggere l'export e per fermare la supervalutazione del franco, diventato, nel bel mezzo della crisi finanziaria, un bene rifugio per milioni di investitori. La Svizzera, con l'euro che rischiava di esplodere, era diventata un porto sicuro, ma le autorità elvetiche hanno dovuto correre ai ripari per evitare che il superfranco soffocasse l'economia.

Di qui la decisione di introdurre il plafond, una scelta che gli svizzeri in questi anni hanno sempre confermato, al punto che un mese fa la banca centrale si è detta pronta a difendere con "la massima determinazione" il tetto sui cambi. Oggi pero', a sorpresa, e' arrivata l'inversione a U. La banca centrale elvetica ha ricordato che quella misura era stata presa in circostanze "eccezionali" e che ora la situazione e' cambiata. L'economia svizzera si è rafforzata e il deprezzamento dell'euro sul dollaro avrebbe rischiato di indebolire troppo il franco. Per cui si è preferito sganciarlo dall'euro, eliminando il tetto.

I mercati però non si aspettavano questa brusca virata e, presi in contropiede, hanno reagito con affanno. Anche gli analisti non paiono troppo convinti della decisione e temono che il franco torni a lievitare troppo. Per questo e cioè per frenare un'eccessivo rialzo del franco, la banca centrale svizzera, insieme all'eliminazione del tetto, ha deciso di tagliare i tassi, riducendo di mezzo punto percentuale il tasso di sconto a -0,75% e abbassando allo stesso modo la forchetta del tasso Libor che adesso oscilla tra -1,25% e -0,25%.

Tags:
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