“La crisi e l’invecchiamento della popolazione stanno generando una crescente pressione sui sistemi previdenziali nazionali”. Cosa resta ai risparmiatori? “Dovranno fare di più per finanziare la propria pensione”.
E’ il risultato di un’analisi Natixis Global Asset Management (NGAM) condotta su 150 paesi sulla effettiva possibilità di soddisfare le proprie necessità dopo l’età pensionabile. Com’è messa l’Italia? Rispetto allo scorso anno è scesa di due posizioni (dal 21° al 23° posto), seguendo lo stesso trend di altre nazioni sviluppate come Stati Uniti (scesi dal 18° al 19° posto) e Francia (dal 10° al 15° posto). Lì, a un passo, ci sono Cipro e Irlanda, nazioni che hanno affrontato lo spauracchio default.
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L’Italia si caratterizza per un’aspettativa di vita alta, costi per la spesa sanitaria relativamente bassi, un elevato numero di medici pro capite. Dallo scoppio della crisi finanziaria in Europa, tuttavia, variabili e fattori macro-economici si sono fatti sentire. Anche se i paesi sviluppati continuano ad avere alti ranking, la sicurezza finanziaria dopo il pensionamento “mostra segnali di erosione“. E allora è tempo di pianificare: pensare a una pensione integrativa senza aspettare la vecchiaia.
“La responsabilità per la propria sicurezza finanziaria dopo il pensionamento sta ricadendo sempre più pesantemente sugli individui e questo trend è destinato a continuare alla luce delle scarse risorse dei governi a livello globale”, afferma Antonio Bottillo, Amministratore Delegato per l’Italia di Natixis Global AM. “I risparmiatori debbano prendersi carico autonomamente del proprio destino e iniziare a pianificare e risparmiare in maniera seria, consapevole e strategica”.


