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Economia

Di Andrea Deugeni

La prima di Greco all'assemblea delle Generali. Dopo 8 mesi di operatività effettiva, il nuovo amministratore delegato Mario Greco, arrivato ad agosto dello scorso anno per sostituire Giovanni Perissinotto, si presenta questa mattina per la prima volta di fronte ai soci riuniti alla Stazione Marittima di Trieste per la tradizionale assemblea della compagnia assicurativa che si svolge a fine aprile nel capoluogo giuliano. Appuntamento (quest'anno infrasettimale e non nel weekend) in cui gli azionisti dovranno approvare il bilancio (in forte calo l'utile a 90 milioni dopo un'incisiva opera di svalutazione contabile, ma dividendo invariato a 0,20 centesimi), rinnovare gli organi sociali (il consiglio di amministrazione scenderà da 19 a 11 componenti) e votare alcune modifiche statutarie, oltre che esprimersi su alcune novità nelle politiche retributive.

Greco fa il suo debutto nel parterre degli azionisti, forte di una notevole inversione del titolo Generali. Azioni che in Borsa, da quando a giugno dello scorso anno è stato annunciato il suo cambio di casacca dal gruppo Zurich per Trieste, hanno guadagnato oltre il 37%. Un trend che accontenta i principali soci della compagnia (Mediobanca, il gruppo De Agostini e il patron di Luxottica Leonardo Del Vecchio in primis) che avevano voluto il cambio di gestione dopo 11 anni di amministrazione Perissinotto. Gestione che a maggio 2012, anche a causa della crisi del debito sovrano, aveva vissuto il momento più buio della sua storia a Piazza Affari: il titolo era scivolate al minimo storico di 8 euro erodendo fortemente la capitalizzazione della società.

 

L'appuntamento clou di Greco in cui il mercato e gli azionisti avranno tutti gli elementi per valutare appieno l'operato dell'ex McKinsey con un passato anche in Ras ed in Eurizon sarà però fra due anni quando il group Ceo delle Generali avrà portato a termine le azioni appena intraprese come la rifocalizzazione sul core business, i profondi cambiamenti introdotti nella governance (creazione del Group Management Committee e rimescolamento delle carte nelle prime linee dei manager) della holding Generali, il rafforzamento del ramo danni, il riassetto organizzativo in Italia e il rafforzamento del capitale attraverso dismissioni di asset non-core per 4 miliardi di euro. Mosse al termine delle quali, ha promesso Greco, Generali tornerà un gruppo leader per redditività e capitalizzazione a livello internazionale grazie a un risultato operativo di oltre 5 miliardi di euro, con un Roe (return on investment) del 13%.

Un cantiere importante appena aperto e che anche ieri, secondo quanto riferiscono ad Affaritaliani.it alcune fonti interne alle Generali, ha visto i sindacati presenti nella sede di piazza Duca degli Abruzzi è quello della concentrazione e della razionalizzazione delle attività industriali e delle reti in Italia che al momento nel nostro Paese operano attraverso 10 marchi. Una riorganizzazione che fa parte di una complessiva sforbiciata ai costi da 600 milioni (il target fissato nel piano industriale presentato a metà gennaio) e che, anche grazie a 300 milioni di nuovi investimenti, porterà alla nascita a luglio della sub holding assicurativa Generalitalia. Gruppo che continuerà ad operare nel nostro Paese secondo una logica di multicanale conservando a fine accorpamento solamente i brand Alleanza e Genertel.

L'apertura del cantiere  che ricorda un po' quanto varato due anni fa da UniCredit con l'operazione "Bancone" sui propri marchi sta creando però qualche incertezza e preoccupazione fra i dipendenti italiani, circa 5.000 su 14.100, che saranno interessati da "riconversioni professionali significative". Nella riorganizzazione che prevede la creazione di cinque poli di business (a Torino l'Rc Auto, a Roma il ramo danni non auto, a Mogliano Veneto il ramo vita, la previdenza integrativa e il Danni per le Pmi, a Milano il ramo corporate, i sinistri e la sede di Alleanza e a Trieste Genertel con i canali alternativi), circa 5.000 dipendenti dovranno subire gli effetti della duplicazione delle strutture societarie e prepararsi a rivedere le proprie competenze. L'azienda ha fornito tutte le rassicurazioni del caso su formazione, mobilità ecc... e i sindacati hanno acceso la luce verde, chiedendo però al gruppo di proseguire il processo che, secondo alcuni rumors dell'ultima ora, Greco vuole accelerare temendo la concorrenza sul Danni del nuovo big player sul mercato italiano Unipol-Sai. Il timore di alcuni dipendenti è che la razionalizzazione, che per ora non ha generato esuberi, ha precisato Generali, possa invece generare eccedenze in un secondo momento quando a regime, dopo l'avvio della riunificazione dei marchi, il management capitanato da Raffaele Agrusti (responsabile Italia) verificherà il funzionamento effettivo della nuova macchina assicurativa.

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