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Economia


 

Mario Greco

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"Lavorando insieme e valorizzando i tantissimi talenti presenti in Generali, potremmo avviare una fase di crescita e sviluppo della compagnia che ci permetterà di ritrovare la nostra posizione di leadeship mondiale". E di riacciuffare i diretti competitors Allianz a Axa.

Aveva esordito così Mario Greco in agosto, partecipando per la prima volta al consiglio di amministrazione delle Generali riunitosi per approvare la semestrale e prendendo in mano  così le redini della compagnia assicurativa triestina. Una promessa per la cui realizzazione il manager campano, dopo aver rivoluzionato l'organigramma aziendale, pulito il bilancio riallineandolo a valori più fair e impresso un'accelerazione alla gestione operativa, ha messo ora a punto un nuovo sistema di remunerazione dei top manager. Aveva in mente proprio questo, dunque quando il Ceo, appena sbarcato a Piazza Duca degli Abruzzi, parlava di voler "valorizzare i tantissimi talenti del gruppo".

"Greco ha messo la benzina nel motore", ha commentato a caldo con Affaritaliani.it un analista finanziario, interpellato per un giudizio sul nuovo sistema di incentivazioni e bonus appena entrato in vigore a Trieste. A prima vista, potrebbe sembrare una pericolosa serie di automatismi in stile Wall Street pre-Lehman Brothers. Quegli automatismi, per intendersi, che hanno portato le banche d'affari americane a bruciare miliardi, incentivando troppo i rischi finanziari e lasciando spazio al moral hazard. E invece Greco ha sapientemente ben calibrato i meccanismi dei premi, distinguendoli in sistemi d'incentivazione nel breve periodo e sistemi d'incentivazione nel lungo periodo, che spingeranno i dirigenti che ricoprono ruoli chiave, come i county manager, a inseguire la maggiore performance aziendale, ma in maniera sostenibile.

generali

Cos'ha fatto l'amministratore delegato? Nel breve, ha legato la remunerazione variabile "all'andamento", spiega una nota del board Generali, "di due parametri chiave del gruppo: il risultato operativo e il risultato netto, oltre che a una valutazione individuale degli obiettivi dei singoli manager", target da controbilanciare con il "raggiungimento di un obiettivo predefinito di ratio Solvency I". In sostanza, Greco chiede ai manager di spingere al massimo il pedale sull'accelleratore della redditività, ma senza compromettere la solidità patrimoniale della compagnia, facendo andare a sbattere la macchina assicurativa. Questo nel breve.

Analogamente, sul lungo periodo, ha adottato lo stesso criterio. Per "allineare le performance verso il raggiungimento degli obiettivi strategici di lungo termine, il piano, che è rolling e si articola in cicli, ciascuno della durata di 3 anni, prevede l'assegnazione gratuita di azioni Generali al raggiungimento di performance predeterminate e che gli obiettivi cui subordinare l'erogazione dell'incentivo siano legati al raggiungimento di target di Roe e di Total Shareholders Return". Anche sul long term, Greco ha chiesto ai dirigenti chiave di massimizzare la redditività, legando i manager, con un meccanismo simile a quello delle stock option, ai destini della società e vincolandoli alla creazione effettiva di valore per gli azionisti.

In più, per attrarre i maggiori talenti sul mercato assicurativo, soffiarli ai diretti concorrenti e garantirsi crescita futura, il Ceo ha predisposto un  bonus di ingresso in azioni. Un monte di 800.000 azioni proprie, provvista per il cui acquisto Greco chiederà l'approvazione all'assemblea dei soci a fine aprile. Sono decisamente lontani i tempi in cui qualche anno fa il giovane numero uno di Algebris Davide Serra attaccava la pachidermica governance delle Generali.

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