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Economia
Generali, la cura Greco è da record. Utili al top da 6 anni e cedola raddoppiata

Risultati record per Generali nel 2013. I conti approvati dal cda mostrano un utile netto che sfiora i 2 miliardi di euro (1,915 miliardi rispetto ai 94 milioni del precedente esercizio). Un ''risultato ottenuto interamente grazie alle performance operative'' e che e' il migliore degli ultimi 6 anni.

Alla prossima assemblea verra' proposta la distribuzione di un dividendo di 0,45 euro per azione, piu' che raddoppiato rispetto agli 0,20 euro precedenti. Il monte dividendi e' pari a 700 milioni di euro. "E' un segnale di fiducia ai nostri azionisti e investitori; vediamo i miglioramenti del business come solidi e che continueranno, e questo ci permette di distribuire meglio la nostra redditivita'", ha affermato nella conference call l'ad delle Generali, Mario Greco. Il manager prevede "di migliorare ancora il risultato operativo e l'utile netto" e mostra soddisfazione per il raggiungimento in anticipo di alcuni target. "Nel 2013 abbiamo gia' raggiunto una generazione di cassa di 2,1 miliardi di euro che era l'obiettivo 2015, e in questo modo abbiamo diminuito il debito di 500 milioni".

Tra gli altri dati di bilancio, il risultato operativo e' di 4,207 miliardi di euro, in crescita del 5,3%. Nel ramo Vita la produzione si mantiene stabile a 45,115 miliardi (+0,2%), con un risultato operativo di 2,645 miliardi (+4,3%). Nei Danni i premi sono pari a 20,940 miliardi (-0,6%) con un risultato operativo di 1,616 miliardi (+3,5%). Nel segmento finanziario gli asset under management del gruppo sono pari a 508 miliardi (+5,4%) per un risultato operativo di 483 milioni (+18,4%).

I risultati "confermano che siamo in linea o in anticipo rispetto ai target previsti dal piano strategico", ha commentato Greco. "Per la prima volta dopo molti anni il risultato netto deriva interamente dalla gestione e non e' influenzato da partite straordinarie". Nel 2014, ha aggiunto, "verra' ridotta ulteriormente la posizione debitoria e realizzeremo importanti risparmi di costo. Prevediamo di migliorare ancora il risultato operativo e l'utile netto, in linea con il piano che mira ad aumentare progressivamente la redditivita' per gli azionisti".

Quanto a Telco, il gruppo ha svalutato la propria quota al valore equivalente di 0,72 euro per azione Telecom, e giudica "probabile" l'uscita dalla holding gia' a giugno. "Ci sono due finestre di uscita - ha detto Greco - a giugno 2014 e febbraio 2015 - una delle due verra' attivata, e' probabile che sia giugno e ci dobbiamo preparare". Sul valore della quota, ha spiegato "abbiamo preferito andare in trasparenza e svalutare Telecom al valore di fine 2013". Rispetto a questa, ha aggiunto il direttore finanziario Alberto Minali "ora c'e' una piccola plusvalenza". La partecipazione in Telco e' stata svalutata per 219 milioni di euro, si legge nelle slide della presentazione dei risultati 2013. "Abbiamo un contratto con telefonica - ha detto Minali - che prevede da parte loro un acquisto delle quote Telecom a 1,1 euro per azione, ma viste le difficolta' nel loro dialogo con le autorita' brasiliane abbiamo ritenuto questa ipotesi meno probabile e abbiamo preferito svalutare. Ora non ci saranno piu' svalutazioni". Quanto alla prossima nomina del consiglio d'amministrazione di Telecom, ha detto Greco, Generali "non avra' propri rappresentanti, ma come Telco abbiamo ancora interesse nella societa' e quindi voteremo la lista presentata da Telco".

Infine, sulle voci che danno passaggio di Greco alla guida delle Poste, il manager taglia corto. "Ne ho letto sui giornali. Mi e' sembrata una simpatica sorpresa di prima mattina. Io ho intenzione di fare il lavoro che devo fare qui alle Generali - ha precisato durante la conference call - di farlo bene e per tutto il tempo che gli azionisti della societa' riterranno indispensabile".

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