Dopo il Fare, tocca al lavoro. E le prime misure potrebbero arrivare sul tavolo del governo Letta già venerdì prossimo. Si tratta di alcune correzioni alla Legge Fornero e delle prime decisioni anti-disoccupazione destinate però a sollevare qualche polemica.
Una delle misure riguarda gli incentivi all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro che potrebbero tradursi in una deduzione Irap per le assunzioni stabili. Il bonus sulle attività produttive taglierebbe il cuneo fiscale. Resta da capire però quale sia l’entità del taglio e quale la durata dell’incentivo.
Sulle modifiche alla Legge Fornero il testo è abbastanza definito: ridurre o addirittura eliminare le pause tra un contratto a termine e l’altro, alleggerire i vincoli sulla causale dei contratti e allargare i paletti dell’apprendistato, sia alleggerendo i vincoli sulla formazione sia abbassando la percentuale dei contratti che alla fine devono essere stabilizzati.
Su questo però i sindacati sono già sul piede di guerra. ”L’unico cambiamento che vediamo concreto e’ quello di allungare il periodo per il quale si possono usare i contratti a termine. Attualmente possono arrivare a 36 mesi, se si volesse arrivare a 48 a noi sembrerebbe eccessivo . Un contratto a termine che dura 4 anni ci sembra quasi una cosa contro natura , quasi un ‘non senso’. Non fa altro che aumentare l’incertezza delle persone. Se un lavoro c’e’ per 4 anni, per quale motivo non farlo a tempo indeterminato?”, ha tuonato stamattina il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti.
In merito ai provvedimenti del Governo che potrebbe apportare solo ”aggiustamenti” sul mercato del lavoro, da parte di Angeletti il giudizio e’ ”Assolutamente negativo”. ”Abbiamo spiegato in tutti i modi – sottolinea – ,compreso al ministro, che iniziative sul mercato del lavoro, anche se non possono essere miracolose, devono avere una chiara scelta, devono rendere piu’ vantaggioso il lavoro a tempo indeterminato . Si puo’ pure ridur ridurre l’intervallo tra un contratto a termine e l’altro, rendendolo un po’ piu’ fruibile, ma il contratto a tempo indeterminato deve essere contemporaneamente detassato”.
