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Economia
Gm, una donna al volante: Barra nuovo ceo

Per la prima volta nella sua storia la compagnia automobilistica Usa General Motors nominera' un ceo donna. Si tratta di Mary Barra, che diventera' amministratore delegato al posto di Daniel Akerson. Barra e' attualmente vice presidente esecutivo con la delega a allo sviluppo dei prodotti globali e al management dei rifornimenti e degli acquisti e ha iniziato la sua carriera in General Motors oltre 30 anni fa.

E ora entra nell'Olimpo, per ora ancora ristretto, delle donne più potenti del mondo perché a capo di una grande azienda. Prima di lei, che comunque è la prima nel mondo dell'auto mondiale, Ginny Rometty di Ibm, Indra Nooye di PepsiCo, Merissa Mayer di Yahoo, Meg Whitman di Hewlett Packard, Ursula Burns di Xerox e anche Marjorie Scardino, ex ceo della multinazionale editorale britannica Pearson e ora prima donna del board di Twitter.

Le dimissioni dell'attuale numero uno del gruppo di Gm, Dan Akerson, saranno operative dal prossimo gennaio. La decisione coincide con la vendita, da parte del Dipartimento del Tesoro Usa, dell'ultima quota di azioni detenute nella societa' di Detroit salvata dalla bancarotta.

La 52enne Barra e' entrata in Gm grazie ed una internship nel 1980, scalando poi tutte le posizioni fino a quella di numero uno. Era tra i quattro papabili per la successione di Akerson insieme a: Mark Reuss, presidente Gm per il Nord America, al vice presidente Steve Girsky e al cfo Daniel Ammann. Ha iniziato la sua carriera in General Motors oltre 30 anni fa', il futuro amministratore delegato dalle societa', Mary Barra, la prima donna ceo di una grande casa auto. L'attuale numero uno del gruppo, Dan Akerson, annuncera' oggi le sue dimissioni che saranno operative dal prossimo gennaio. La decisione coincide con la vendita, da parte del Dipartimento del Tesoro Usa, dell'ultima quota di azioni detenute nella societa' di Detroit salvata dalla bancarotta.

La 52enne Barra e' entrata in Gm grazie ed una internship nel 1980, scalando poi tutte le posizioni fino a quella di numero uno. Era tra i quattro papabili per la successione di Akerson insieme a: Mark Reuss, presidente Gm per il Nord America, al vice presidente Steve Girsky e al cfo Daniel Ammann. Tra le cariche ricoperte dalla Barra in Gm, prima di diventare vice presidente esecutivo con la delega a allo sviluppo dei prodotti globali, quella di responsabile dell'impianto di assemblaggio di Hamtramk a Detroit e quella di responsabile delle risorse umane sotto l'ex amministratore delegato Ed Withacre. Akerson l'aveva promossa al ruolo detenuto fino ad oggi nel 2011 aggiungendo, nel 2013, la delega per il management dei rifornimenti e degli acquisti.

Akerson lascia dopo tre anni di successi caratterizzati dal ritorno all'utile, dal saldo del debito governativo e dall'Ipo lanciata nel 2010. La successione al vertice "rappresenta uno dei rischi piu' grandi per Gm dal punto di vista di un investitore", aveva avvertito in una recente intervista l'analista di Morgan Stanley, Adam Jonas. "La leadership nell'industria dell'auto puo' fare decine di miliardi di dollari di differenza -aveva rimarcato - lo abbiamo visto".

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