Economia
Google sorpassa Apple, l'IA la carta vincente di Alphabet: è la seconda azienda per capitalizzazione al mondo. Ecco quanti miliardi vale
In cima alla graduatoria resta Nvidia, punto di riferimento assoluto dell'industria tecnologica globale, ormai stabilmente oltre quota 4.500 miliardi

Alphabet sorpassa Apple trainata dall’AI: è la seconda azienda più ricca al mondo con 3.900 miliardi. Prima Nvidia
Dopo sette anni, Alphabet - la holding che controlla Google - torna davanti ad Apple nella classifica delle aziende a maggiore capitalizzazione di mercato, con una valutazione stimata intorno ai 3.900 miliardi di dollari. Il colosso conquista così il secondo posto a livello globale, lasciandosi alle spalle il gruppo di Cupertino. In cima alla graduatoria resta Nvidia, punto di riferimento assoluto dell'industria tecnologica globale, ormai stabilmente oltre quota 4.500 miliardi. I chip della società californiana sono oggi essenziali per il funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale e hanno spinto la capitalizzazione a livelli paragonabili al valore complessivo di interi mercati azionari europei.
Il cambio di posizione è maturato in seguito a un rialzo del titolo Alphabet, accompagnato da una fase di debolezza di Apple sui mercati. Un movimento che sintetizza bene le dinamiche dell’ultimo anno: il 2025 è stato uno dei migliori esercizi di sempre per Google, con un incremento del valore azionario superiore al 60% e una presenza consolidata nel ristretto gruppo delle aziende da oltre 3.000 miliardi di capitalizzazione.
Da motore di ricerca a piattaforma AI
A trainare il balzo di Alphabet è la centralità assunta dall’intelligenza artificiale nella strategia del gruppo. Negli ultimi due anni Google ha accelerato la trasformazione del proprio modello di business, integrando l’AI non solo nella ricerca, ma anche nel cloud, nei servizi per le imprese e nei prodotti consumer.
Fattore centrale il debutto di Gemini 3: il modello ha rafforzato la fiducia degli investitori nella capacità di Alphabet di competere ai massimi livelli dell’AI generativa e, soprattutto, di guidarne l’evoluzione. A sostenere questa strategia c’è anche l’investimento sull’hardware proprietario: le TPU sviluppate internamente sono sempre più osservate come una possibile alternativa ai chip Nvidia nel medio periodo.
Le difficoltà di Apple
Al contrario, Apple, pur restando uno dei colossi tecnologici più solidi al mondo, appare meno avanzata sul fronte dell’intelligenza artificiale. Gli investitori attendono sviluppi concreti, in particolare sul rinnovamento di Siri e su una maggiore integrazione dell’AI nell’ecosistema iPhone e iPad.
A questo si aggiunge una fase di transizione interna, che rende il mercato particolarmente attento alle prospettive della leadership futura e alla capacità del gruppo di mantenere il proprio vantaggio competitivo. In questo contesto si inseriscono le indiscrezioni su un rafforzamento delle collaborazioni con partner esterni, inclusa Google, per colmare il divario nello sviluppo di nuovi servizi basati sull’AI.
