di Pietro Giordano*
I quasi sette milioni gli italiani in grave crisi economica sono la prova provata di un calo dei consumi ormai insopportabile e specchio di una recessione che tarda ad essere sanata, aggravata dall’incertezza del quadro politico che non riesce a dare un Governo al Paese, con l’inevitabile aggravamento del quadro economico e sociale dello stesso.
Un Governo Costituente capace di operare le grandi riforme, da quella fiscale a quella della giustizia è ormai indispensabile se non si vuole cadere nel girone dantesco del populismo di destra e di sinistra, con derive che rischiano di condurre al ridimensionamento, se non all’annullamento della Democrazia, con il rischio di nuovi totalitarismi.
Le riforme devono iniziare dall’abbattimento delle aliquote fiscali più basse, quelle cioè che colpiscono sia i lavoratori dipendenti che i pensionati che sostengono l’80% delle entrate erariali, e continuare con la riduzione del cuneo fiscale ridando fiato soprattutto alle piccole e medie imprese che “strozzate” dell’eccessivo costo del lavoro hanno finito col non assumere più e hanno bloccato il turn over occupazionale. La stessa lotta alla precarietà non si opera attraverso leggi draconiane che annullano la Legge Biagi e il ruolo delle parti sociali, finendo con l’espellere o produrre lavoro nero, anziché includere occupazione, con ulteriori danni ai consumi e alla filiera produttiva.
La campagna elettorale sarebbe dovuta finire da tempo, ma sembra che ciò non sia. È tempo che le forze politiche votate dai cittadini trovino le intese necessarie per ridare sviluppo e speranza al Paese e quindi ai consumatori.
*Segretario Generale Adiconsum
