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Economia
Greco centra il target dismissioni. Generali vende Bsi a Btg Pactual per 1, 24 mld

di Andrea Deugeni

Con la vendita della controllata elvetica Bsi, attiva nel private banking, Mario Greco, l'amministratore delegato delle Generali, chiude il capitolo dismissioni con un anno di anticipo rispetto alla tempistica (al 2015) prevista nel piano industriale. Closing apprezzato da una Piazza Affari sotto tono che ha gettonato con gli acquisti il titolo della compagnia assicurativa triestina.

Dopo poco più di un mese di estenuante trattativa in esclusiva con i brasiliani di Btg Pactual, il Ceo del Leone mantiene la parola data a marzo ("Venderemo Bsi entro la fine dell'anno", aveva detto) e recupera risorse per 1,24 miliardi di euro (1, 5 miliardi di franchi svizzeri di cui 1,2 miliardi in contanti e 300 milioni in pacchetti di azioni Banco Btg Pactual) per il 100% della ex Banca svizzera italiana. Cassa che sommata ai 2,4 miliardi di euro già messi in cascina grazie alla vendita, tra gli altri asset, della società di riassicurazione negli Usa, di alcune minorities messicane e, in Italia, della controllata assicurativa Fata, sale a 3,7 miliardi. A fronte di un target annunciato a gennaio 2013 di 4 miliardi.

Da Trieste hanno spiegato però che i 4 miliardi erano un target puramente indicativo del fatto che l'ammontare delle dismissioni sarebbe servito per centrare l'obiettivo principe di un Solvency I oltre 160% (152% del primo trimestre più altri 9 punti grazie all'ultima operazione). La strategia indicata da Greco infatti è sempre stata quella di ricostituire il capitale, riducendo l'indebitamento e la leva finanziaria, per liberare risorse utile per consentire alla compagnia di concentrarsi sul core-business delle polizze. "Ora possiamo guardare avanti concentrandoci sul core business assicurativo senza quello che è stato un problema per lungo tempo", ha commentato infatti Greco al termine del Cda che ha approvato l'operazione.

Se la vendita di Bsi consente a Trieste di marciare spedita con la realizzazione delle proprie strategie che già quest'anno hanno permesso alla compagnia di distribuire agli azionisti un dividendo doppio rispetto alla cedola staccata lo scorso anno, c'è da dire che il Leone ha realizzato una minusvalenza di circa 100 milioni di euro su una cessione il cui valore era stimato dagli analisti in una forchetta compresa tra 1,4 e 1, 6 miliardi di euro. Il momento difficile di mercato, alcune difficoltà regolamentari e le prospettive di sviluppo offerte dai compratori brasiliani per il business di Bsi (interessante per il dominus di Btg Andrè Esteves, desideroso di espandersi in Europa e nel Sud-Est asiatico dove Bsi è attiva) hanno spinto però il board del gruppo assicurativo a dare l'ok a un'operazione per cui Greco aveva sempre sottolineato "di non avere alcuna fretta. Anche per riuscire a strappare il prezzo migliore".

Generali aveva acquistato Bsi nel 1998 per 2.200 miliardi di lire (pari a 1,136 miliardi di euro). A fine 2007 la controllata aveva successimente comprato per poco più di 1 miliardo di euro Banca del Gottardo, fusa poi in parte nella private bank svizzera e venduto il resto a Banca Generali l'anno dopo. Nel 2013 il Leone aveva svalutato la partecipazione in Bsi, società con 89,4 miliardi di franchi svizzeri di masse gestite e con un patrimonio netto di 1,7 miliardi, per 217 miliardi di euro.

Allargando il proprio perimetro con alcune attività di Ubs in Sud America, i compratori di Btg Pactual, descritti dagli addetti ai lavori come una Goldman Sachs in miniatura dell'America Latina, capitalizzano circa 14, 5 miliardi di dollari alla borsa di Rio ed sono attivi nell'investment banking e nel wealth management. In Italia, Btg è salita alla ribalta della cronache finanziarie per aver messo piede con un 2%, acquistato dalla Fondazione Mps, nella banca senese di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. Istituto che controlla grazie a un patto di sindacato sul 9% del capitale siglato con l'ente guidato ancora per poco da Antonella Mansi.

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