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Guerra in Iran e crisi energetica, Rogoff: “Ondata di inflazione mondiale inevitabile, Trump ha smosso un nido di vespe”

Parla uno dei massimi esperti economici a livello mondiale. Incarichi alla Federal Reserve, all’Fmi e professore ad Harvard

Guerra in Iran e crisi energetica, Rogoff: “Ondata di inflazione mondiale inevitabile, Trump ha smosso un nido di vespe”
KENNETH ROGOFF ECONOMISTA, CATTEDRA MAURITS C. BOAS DI ECONOMIA INTERNAZIONALE, UNIVERSITÀ DI HARVARD

La guerra in Iran, che per Trump doveva essere lampo, in realtà durerà molto più a lungo del previsto. Lo ha ammesso lo stesso presidente americano in un discorso fatto alla Nazione nella tarda serata di ieri americana (le 3 di notte in Italia”. Trump ha detto che serviranno almeno “altre 2-3 settimane di attacchi”. La notizia ha fatto immediatamente crollare le Borse di tutto il mondo e il petrolio è salito alle stelle. Ma la sfiducia dei mercati, con ogni probabilità inciderà anche fortemente sull’inflazione, negli Usa e non solo. Ne è convinto uno degli economisti più esperti a livello mondiale: Kenneth Saul Rogoff. Ha ricoperto l’incarico di economista presso il Federal
Reserve Board e il Fondo monetario internazionale. Inoltre Rogoff è stato professore di economia presso le università di Berkeley e Princeton, prima di approdare ad Harvard.

“Gli investitori – spiega Rogoff a il Corriere della Sera – stanno abbandonando tutte le valute. È davvero notevole, i tassi di interesse di mercato sono saliti in tutto il mondo. Di solito, se c’è una guerra o una situazione molto instabile nel mondo, mi aspetterei di vedere il rendimento dei titoli del Tesoro americani a dieci anni scendere dell’1,5, invece è salito. Penso che gli investitori considerino tutte le obbligazioni nelle principali valute meno sicure di prima. L’Europa è in difficoltà, gli Stati Uniti e il Giappone anche. Vedo dei parallelismi con gli anni 70, per ora in misura moderata“.

“C’è una possibilità concreta – prosegue Rogoff a Il Corriere – che gli Stati Uniti ne escano piuttosto male da questa guerra in Iran, se dovessero lasciare con l’Iran che controlla ancora Hormuz. Sarebbe la più grande sconfitta dell’America dal Vietnam. Credo che alla fine ci troveremo in un mondo più frammentato, qualunque cosa accada. Quando questa guerra si fermerà, la situazione potrebbe calmarsi per un po’, ma poi riesplode. Trump ha smosso un nido di vespe. Ondata di inflazione? Possibile avvenga molto prima del previsto, già tra quattro o cinque anni. La politica di bilancio è fuori controllo in tutte le economie e sicuramente negli Usa“.