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Economia
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di Paolo Fiore
twitter@paolofiore

Per il Pdl è "solo slogan". Per Fassina "le sue proposte hanno rilevanza finanziaria pari a zero". Ma cosa c'è dietro la politica economica di Matteo Renzi? Lo spiega ad Affaritaliani.it Yoram Gutgeld, economista, deputato Pd e tra i fautori della Renzinomics. "L'obiettivo principale è tagliare la spesa pubblica di 30 miliardi in 5 anni". Si può attingere da sanità e difesa. "Ma solo con interventi strutturali che nella Legge di Stabilità non vedo". Per la spending review "non basta un commissario". Il reddito minimo "non è il provvedimento più urgente", mentre "chiedere di rinuncaire a una piccola parte delle pensioni più alte non è inconcepibile". E su Fassina taglia corto: "Mi spiace che faccia polemica. Così non si va da nessuna parte".

 

L'INTERVISTA

Yoram Gutgeld, per Fassina "le proposte di Renzi hanno rilevanza finanziaria pari a zero". Allora approfondiamole...
La priorità è ridurre la spesa della maccchina pubblica. Parliamo di 300-350 miliardi. Entro 5 anni possiamo arrivare al taglio di una trentina di miliardi.

In questo la legge di Stabilità è stata troppo timida?
Nel 2016 si parla di riduzione per 7,5 miliardi. La voce si chiama "variazione dell'aliquota d'imposta e riduzione della misura delle agevolazioni vigenti". E' una cifra importante. Ma è una specie di clausola di salvaguardia. In sostanza si dice: se non troviamo altri modi per ridurre la spesa, tagliamo deduzioni e detrazioni. E' una manovra di stampo tremontiano che si è poi trasformata nell'anticipazione dell'Imu da parte del governo Monti.

Che fine hanno fatto i tagli?
Negli ultimi anni, si sono concentrati sul pubblico impiego, sul blocco dell'indicizzazione delle pensioni. Sono meccanismi trasversali che hanno una loro logica, ma non si possono applicare all'infinito. Non sono stati fatti interventi strutturali, con progetti di riorganizzazioni. L'unico provvedimento di questo tipo è stata la chiusura dei tribunali.

Nella legge di Stabilità sono rientrati i tagli sulla Sanità.
Anche sulla Sanità sono stati fatti, in parte, degli interventi strutturali. Ma a scapito del livello di servizio. Molte regioni non raggiungono i livelli essenziali di assistenza. Di fatto penso che siamo in violazione del diritto costituzionale alla salute. Eppure lo spazio per i tagli c'è. Ma servono interventi strutturali. Va bene chiudere gli ospedali più piccoli, specializzando quelli maggiori. Ma occorre altro: ad esempio standardizzare i protocolli terapeutici, risparmiando diversi miliardi.

Un altro importante capitolo di spesa è quello per la Difesa. Anche se la polemica è concentrata sull'acquisto degli F35.
Gli F35 pesano tra il 2 e il 5% del budget della Difesa. L'acquisto di armamenti arriva al 20%. E' evidente che ci sia altro. Per ogni soldato "combattente" abbiamo 4,2 soldati negli uffici. La media nel mondo è 1 a 2,8. E qualcuno lavora con un rapporto di 1 a 1,5.

Il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, riuscirà nell'impresa di tagliare la spesa?
Mi dicono essere persona molto capace. Ma non può ridurre la spesa nella Difesa. Serve un intervento del ministro della Difesa, del capo di stato maggiore. Ho fatto questo lavoro con Mckinsey sulle forze armate israeliane. I responsabili erano il vice capo delo stato maggiore e il dg del ministero della difesa. Un commissario non potrà mai fare lo stesso.

Ci aveva già provato Monti con Enrico Bondi...
Conosco Bondi e lo stimo. E' tra i migliori manager italiani. Ma non aveva sufficienti leve. Il commissario può essere solo un coordinatore.

Resta il nodo delle pensioni
Quanto a spesa pensionistica siamo fuori dal mondo. Spendiamo cinque punti di Pil in più rispetto alla media europea. E' la voce di spesa che di gran lunga è aumentata di più. Vent'anni fa eravamo tra i Paesi che dava meno assegni. Lo scorso anno siamo diventati il primo bancomat d'Europa. La somma complessiva si aggira intorno ai 270-280 miliardi. Secondo le mie stime almeno 60 non sono coperti da contributi. Una parte serve a coprire le pensioni da mile euro, che ovviamente non si possono toccare. Ma in altri casi, ad esempio dai 3 mila euro in su, chiedere di rinunciare a una piccola parte non coperta da contributi non mi pare inconcepibile.

Che ne pensa del tentativo di far rientrare i fondi esteri in Italia? Anche questa solo una misura tampone?
Germania e Inghilterra hanno chiuso un accordo con la Svizzera, basato su una tassa una tantum intorno al 25%, in cambio dell'anonimato. In questi giorni si sta parlando di ritorno volontario, senza anonimato, con il pagamento di tutte le tasse dovute. Sono sempre stato a favore di questi accordi. Se fatti bene hanno un potenziale molto importante.

Un altro provvedimento di cui si discute da tempo è l'introduzione di un reddito minimo garantito...
E' una misura in linea di principio giusta. La Cig crea situazioni degenerative. Ma un conto è la teoria e un conto è la pratica. Non abbiamo un meccanismo di riqualificazione adeguato: i centri per l'impiego non funzionano perché intermediano l'1% dei posti di lavoro. Il reddito minimo è una misura costosa. Dovendo scegliere in questo momento preferirei incentivare il lavoro.

Dopo aver fornito qualche particolare in più, rispondendo a Fassina possiamo dire che 'le proposte di Renzi non sono pari a zero'?
Fassina è un collega di partito. Mi spiace che lui faccia polemica, perché così non si va da nessuna parte. Quello io ho in mente, che è quello che Renzi ha in mente, è chiaro: una ristrutturazione della spesa come non è mai stata fatta in Italia. Mi spiace che Fassina non lo capisca. 

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