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Un rating migliore di quello italiano per il gruppo energetico italiano Eni dimostra la fiducia nelle capacità del suo amministratore delegato, Paolo Scaroni, nel navigare in territori spinosi. Quando Standard & Poor ha tagliato il rating dell'Italia il mese scorso a BBB, la controllata statale Eni ha improvvisamente scoperto che il proprio rating A aveva superato quello del debito sovrano italiano. Qualsiasi futuro downgrade di Eni rifletterebbe più probabilmente le preoccupazioni  sull'Italia che sul business del gigante petrolifero.

Le azioni Eni sono cresciute nonostante l'annuncio, la scorsa settimana, che i problemi di approvvigionamento in Libia e Nigeria potessero pesare sulla sua produzione annua di petrolio. Eni ha detto che rivedrà le sue operazioni in Nigeria dopo che il furto di petrolio e le inondazioni hanno provocato una perdita di produzione di 30.000 barili al giorno nel primo semestre. Eni sta anche avendo a che fare con i problemi della sua controllata Saipem, che è oggetto di un’ inchiesta per corruzione in Algeria, e con disordini politici in Egitto.

Lo scorso anno l’Africa ha rappresentato per Eni oltre la metà della sue produzione di petrolio. La dipendenza della società da territori difficili oltremare crescerà con lo sviluppo di nuovi grandi giacimenti di gas in Mozambico, con l’esplorazione dell'Artico russo con Rosneft, e con il beneficio dell'avvio della produzione del giacimento giant di Kashagan in Kazakhstan.

Se la comunità finanziaria sembra ottimista, potrebbe essere perché la presenza di Eni su mercati sfidanti ed emergenti fornisce un potenziale di crescita decente. La società adesso si aspetta un out put quest'anno poco interessante, ma pensa ancora di poter aumentare la produzione nel medio periodo, il che non è male considerando che alcuni peers stanno investendo decine di miliardi di dollari l'anno solo per stare fermi. Una spinta a diffondere asset ha anche aiutato a pareggiare il debito lo scorso anno.

La società non è immune dagli sconvolgimenti italiani. Il costo per assicurare il debito di Eni in generale segue quella di titoli di Stato italiani, anche se le obbligazioni a cinque anni della società sono visti più favorevolmente. Se le preoccupazioni per la debole economia italiana e la difficile governance peggiorano, il rating di Eni potrebbe abbassarsi di un notch. Ma non sarà per la sua volontà di trivellare in posti difficili.

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