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Hormuz ed energia, il direttore Scotti: “Nucleare? Il problema dell’Italia è che non sa programmare”

L’intervento del direttore di Affaritaliani Marco Scotti a “Coffee Break”

Hormuz ed energia, il direttore Scotti: “Nucleare? Il problema dell’Italia è che non sa programmare”

A Coffee Break su La7 si parla della questione Hormuz. Nel dibattito interviene anche il direttore di Affaritaliani, Marco Scotti: Stiamo gioendo per il fatto che il Brent torni sotto quota 100 dollari, quando – dice Scotti – è cresciuto del 48% negli ultimi tre mesi. Quindi noi stiamo vivendo di soddisfazioni residuali su una situazione che non era poi così complicata prima di questo attacco sconsiderato. Perché lo Stretto di Hormuz era aperto, il Brent era basso, tant’è che i Paesi dell’Opec iniziavano a capire come poter rialzare il prezzo e quindi abbiamo fatto un regalo enorme anche da questo punto di vista. E adesso stiamo iniziando a pagare le conseguenze di una guerra dissennata, di un bombardamento fatto sottotraccia in un sabato sera come se nulla fosse che ha portato solo disastri. Senza aver ancor parlato di nucleare. Attacco nato solo per la voglia di Trump di lanciare qualche bomba“.

Scotti sul nucleare: “Il problema dell’Italia è che non sa programmare. La Spagna viaggia al quadruplo di crescita rispetto a noi”

Italia pronta sull’immediato ma non per la programmazione. La Spagna – dice Scotti a Coffee Break – viaggia al +2,4%, quattro volte la crescita del Pil italiano. E secondo me anche lo 0,5% di crescita attribuito all’Italia dall’Ue, andrà rivisto un po’ al ribasso, anche se spero di sbagliarmi. Il tema del nucleare sarebbe dovuto essere ai primi posti di qualsiasi agenda politica, è vero che a volte ci sono degli incidenti, ma non dimentichiamo che ci sono stati incidenti terribili anche nelle centrali idroelettriche tradizionali. Non esiste l’energia sicura al 100%. Il nucleare però ridurrebbe i costi e soprattutto permetterebbe una maggiore indipendenza. Noi paghiamo un prezzo più alto anche perché non abbiamo un sistema di backup energetico. Il nucleare è qualcosa di cui si parla da decenni, ma al di là di chi sia a Chigi nel 2027, o si fa una programmazione globale comprendendo tutti i tipi di energia o non se ne esce“.

“Gli italiani – prosegue Scotti – vorrebbero pagare meno l’energia ma avendo lontano da casa qualsiasi forma di approvvigionamento, poi c’è ostracismo verso tutto ciò che è un sistema alternativo. Finchè non si fa un sistema sensato di approvvigionamento non ne usciremo mai. Quando la pagheremo meno questa energia, al pari degli altri paesi europei? Mai. Serve un piano sensato di mix energetico”.

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