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Economia
Huawei produrrà anche auto elettriche. Smartphone giù dopo le sanzioni Usa

Da Apple a Tesla: Huawei sterza verso la produzione di auto elettriche, aprendo un altro fronte di concorrenza con un altro big player di Corporate America, come il colosso automobilistico green di Elon Musk? Parrebbe di sì, perché stando a quanto appena rivelato dalla Reuters, il gruppo cinese di telecomunicazioni fondato da Ren Zhengfei è in trattative, dopo aver già coinvolto i fornitori, per produrre auto elettriche con il marchio omonimo e potrebbe introdurre dei modelli già quest’anno.

Un cambio di rotta industriale reso necessario dagli effetti negativi delle restrizioni commerciali americane introdotte da Donald Trump, bandi che troveranno una continuità di indirizzo nell’attuale amministrazione Biden. Secondo la Reuters, il colosso cinese starebbe negoziando con la società statale Changan Automobile, con BluePark New Energy Technology e altri produttori automobilistici nazionali, fra cui Baic, per utilizzare i loro impianti per assemblare le auto e, secondo le fonti, avrebbe già iniziato a progettare dei modelli in-house,

La produzioni fornirebbero il primo mercato mondiale automobilistico che si è affermato anche come il più grande carmaker al mondo di veicoli elettrici. Secondo le stime del settore, le vendite di quattroruote a nuova energia - veicoli interamente elettrici, ibridi plug-in e veicoli a idrogeno - rappresenteranno il 20% delle vendite annuali totali di auto in Cina entro il 2025. Un business in cui, sempre in ottica di diversificazione, si stannno buttando anche la società di motori di ricerca Baidu e il fornitore di elettronica Foxconn, che hanno recentemente annunciato piani analoghi. 

Huawei era stata inserita nel 2019 in una black-list del Dipartimento del Commercio statunitense per timori di minacce alla sicurezza nazionale. Trump le ha riservato un trattamento particolarmente aggressivo, impedendole l'accesso a tecnologia americana e incoraggiando gli alleati europei a fare lo stesso, sostenendo che le apparecchiature di Huawei rappresentassero una minaccia per la sicurezza nazionale. In particolare, l'amministrazione Usa sostiene da tempo che i dispositivi dell'azienda potrebbero essere utilizzati da Pechino per spiare o interrompere le reti delle telecomunicazioni, sebbene non abbiano mai esposto pubblicamente prove a sostegno di questa tesi respinte dal colosso cinese. 

Dopo i bandi di The Donald e le diffcoltà di accesso alle catene di approvvigionamento chiave di nuovi processori, Huawei che era lanciata alla conquista del primato nel profittevole mercato mondiale degli smartphone (a inizio 2019 era spalla a spalla con il leader di mercato Samsung e Apple con quote fra il 18,8 e il 17%) nel quarto trimestre del 2020 è finita al quinto posto, superata anche dai competitor nazionali Xiaomi e Oppo Digital, dopo una riduzione delle vendite annuali di oltre il 40%. Grazie ai nuovi iPhone 12, il colosso di Cupertino fondato da Steve Jobs ha riconquistato saldamente il primato

La Reuters ha riferito che un portavoce dell'azienda ha negato le indiscrezioni relative ai piani di progettazione delle auto elettriche e di produzione di auto a marchio Huawei. "Huawei non è una casa automobilistica, ma tramite le TIC (tecnologie dell'informazione e della comunicazione), ci proponiamo di diventare un fornitore di nuovi componenti orientati verso le auto elettriche, aiutando i produttori di apparecchiature originali a costruire veicoli migliori", ha commentato il portavoce. Secondo le fonti, però, Huawei avrebbe iniziato a progettare internamente i propri veicoli elettrici e si sarebbe rivolta a fornitori di componenti locali, con l'obiettivo di sbarcare sul mercato entro fine 2021. 

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