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Economia
IFIB 2014: collaborare per competere. Da Genova gli attori della bioeconomia chiedono all'UE un gioco di squadra

Collaborare per competere, giocare di squadra. È questo il messaggio principale che arriva da Genova, dove oggi si conclude la quarta edizione del Forum italiano per le biotecnologie industriali e la bioeconomia (Ifib). Industria, Piccole e medie imprese, università, centri di ricerca e istituzioni devono fare sistema per affrontare e vincere le sfide che pone all'umanità il terzo millennio: l'aumento della popolazione mondiale, l'urbanizzazione crescente  (5 miliardi di essere umani vivranno in città nel 2030, l'approdo a una società post-petrolifera, i cambiamenti climatici).

A dimostrazione della forza delle alleanze per competere, Ifib è stata l'occasione per mettere in vetrina joint venture già attive o partnership tra aziende europee e favorirne di nuove. Ma non solo, perché le alleanze - altro messaggio che lancia la due giorni genovese - dall'Europa dovranno muoversi verso gli altri continenti, in una logica di filiera non solo verticale (agricoltura, industria, commercio) ma anche orizzontale.
Ifib si chiude con la conferma del  buon numero di presenze registrato lo scorso anno a Napoli, circa 200, ma soprattutto con un metasettore unito che chiede a gran voce una spinta sull'acceleratore della competitività da parte dell'Unione europea.

"Questo forum - dichiara ad Affaritaliani.it Manfred Kircher, rappresentante di Clib2021, il cluster tedesco delle biotecnologie industriali - è stata un'occasione per un confronto decisivo tra le diverse realtà europee della bioeconomia. Dal nostro punto di vista, l'Italia gioca un ruolo rilevante nella bioeconomia europea con imprese di primo livello, come Novamont e il Gruppo Eni, e numerose piccole imprese innovative, e siamo quindi molto interessati a stringere partnership nel vostro paese. In questo quadro si inserisce anche il protocollo d'intenti siglato con Assobiotec (Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, ndr) all'edizione dello scorso anno di IFIB".

Per due giorni il capoluogo ligure ha ospitato i maggiori attori della bioeconomia europea: grandi gruppi industriali multinazionali come Cargill, Clariant, Fresenius e Merck, italiani come FIS Fabbrica Italiana Sintetici e IRB Istituto per la Ricerca Biotecnologica, centri di ricerca internazionali come Enea e nova-Institut. Questo ultimo a Genova ha presentato una proposta di riforma della direttiva europea sull'energia (RED) che favorisca un impiego maggiore della biomassa per la produzione di biomateriali, oggi considerata troppo sbilanciata a favore dei biocombustibili. 

Ifib dà appuntamento a tutti al 24 e 25 settembre del prossimo anno a Lodi, in pieno Expo 2015, quando il focus della manifestazione sarà sulle biotecnologie per l'agro-alimentare, grazie al supporto del Parco Tecnologico Padano e del Gruppo Banco Popolare, che ospiterà il Forum nel magnifico auditorium progettato da Renzo Piano. Ma il confronto sulla bioeconomia continua. A partire da Torino, i prossimi 7, 8 e 9 ottobre, quando l'Italia ospiterà in qualità di Presidente dell'Unione europea l'annuale Conferenza europea degli stakeholders della bioeconomia.

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