L’analisi
Quando si parla di filiera del legno, il pensiero corre spontaneamente ai boschi, alla materia prima, ai prodotti che da essa prendono forma. Ma il futuro del nostro comparto non dipende soltanto dalla disponibilità del legno. Dipende dalla capacità di trasformare una risorsa naturale in un sistema capace di generare valore economico, sociale e ambientale per il Paese. È questa la sfida che abbiamo davanti: costruire un vero Sistema Prodotto Legno Nazionale, nel quale foreste, imprese, professionisti, ricerca e istituzioni condividano una visione comune di sviluppo.
La prima leva di questa trasformazione sono le competenze. La qualità delle nostre imprese dipenderà sempre meno da ciò che possiedono e sempre più da ciò che le persone sapranno progettare, costruire, certificare e innovare. Investire nelle competenze significa accrescere il valore delle persone, ma anche quello delle imprese e dell’intera filiera. Una filiera riconosciuta per la qualità delle proprie professionalità è una filiera più competitiva, più credibile e più attrattiva per i giovani, per il mercato e per gli investimenti. È con questo obiettivo che abbiamo promosso la nascita di Professionisti Legno, la prima Associazione professionale nazionale dedicata alle competenze della filiera: uno strumento per valorizzare il capitale umano e accompagnare l’evoluzione tecnologica, normativa e industriale del settore.
La seconda leva riguarda il patrimonio forestale italiano. L’Italia possiede uno dei più importanti patrimoni forestali d’Europa, ma continua a dipendere in larga misura dalle importazioni di legno. La vera sfida non è avere più boschi, ma valorizzarli meglio, trasformando una ricchezza naturale in una leva di sviluppo industriale, occupazionale e territoriale. Dobbiamo imparare a valorizzare maggiormente il legno italiano attraverso una gestione forestale sostenibile, il rafforzamento della filiera corta e progetti innovativi come la caratterizzazione dell’abete rosso italiano per uso strutturale, che consentono di aumentare il valore industriale del nostro patrimonio boschivo. Significa creare nuove opportunità economiche per i territori montani e le aree interne, rafforzando al tempo stesso l’autonomia e la competitività del sistema produttivo nazionale.
La terza leva è l’innovazione. Innovare non significa soltanto adottare nuove tecnologie. Significa confrontarsi con le migliori esperienze internazionali, investire in ricerca, industrializzazione, sostenibilità, digitalizzazione e nuovi modelli produttivi. Per questo il prossimo Congresso Legno Italia, in programma il prossimo 29 ottobre a Milano, vedrà la partecipazione delle principali associazioni europee della filiera: perché la competitività si costruisce anche imparando da chi affronta le stesse sfide e condividendo una visione comune del futuro. La competitività non nasce dalla somma delle eccellenze individuali, ma dalla qualità delle relazioni che una filiera riesce a costruire. È questa la responsabilità della rappresentanza: favorire progetti condivisi, sviluppare competenze, valorizzare il territorio e creare le condizioni affinché ogni impresa possa crescere insieme all’intero sistema.
I boschi rappresentano il punto di partenza, non il punto di arrivo. Il vero valore nasce quando una filiera riesce a trasformare una risorsa naturale in una cultura condivisa del fare bene, le competenze in innovazione, l’innovazione in competitività e la competitività in nuove opportunità per le imprese, i territori e le persone. È questa la cultura che, insieme a imprese, professionisti, istituzioni e mondo della ricerca, vogliamo continuare a costruire per il futuro della filiera del legno italiana.
*Presidente di Federazione Filiera Legno

