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Economia
Il Private Banking investe €125,7 mld in Economia Reale: ponte per il futuro?

"Il Private Banking può e deve supportare l'Economia Reale. Attenzione agli ELTIF", ha dichiarato ad Affaritaliani.it Raffaele Jerusalmi, AD di Borsa Italiana, in occasione della quarta edizione dei "Quaderni di ricerca Intermonte" presentata oggi a Milano. 

Intermonte SIM, investment bank italiana indipendente, ha presentato oggi a Milano la quarta edizione dei “Quaderni di ricerca Intermonte”, studi su temi di interesse per il mercato che la Società sviluppa di anno in anno in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano. L’analisi “Economia reale e Private Banking: una analisi dell’impatto del settore sul Paese”, elaborata su dati raccolti grazie al contributo di AIPB (Associazione Italiana Private Banking), si è concentrata sulle diverse forme di finanziamento all’economia “reale” in Italia, con un focus sul sostegno dell’industria del Private Banking italiano alle aziende produttive del Paese.

Economia Reale e Private Banking: l'intervista di Affaritaliani.it a Raffele Jerusalmi, Amministratore Delegato di Borsa Italiana

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Jerusalmi, Borsa Italiana: "Situazione italiana positiva. Attenzione agli ELTIF"

"Il Private Banking può avvicinarsi all'Economia Reale attraverso una serie di strumenti che canalizzano l’investimento privato verso investimenti diretti, attraverso fondi, prodotti o veicoli; in particolare , però, attraverso gli ELTIF, un tipo di fondi chiusi, approvati recentemente da una direttiva europea, vicini al Private Equity", ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani.it Raffele Jerusalmi, AD di Borsa Italiana, "Il Private Banking ha in gestione più di €800 mld e, se anche una piccola parte di questi andasse indirizzata all’Economia Reale, sarebbe molto rilevante. La situazione italiana è abbastanza positiva: ci sono sempre più prodotti che vanno in quelle direzione e aiutare l’Economia Reale è un compito che tutti dovrebbero assolvere”.

Economia Reale e Private Banking: l'intervista di Affaritaliani.it a Paolo Langè, Presidente  di AIPB

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Langè, AIPB: "La situazione italiana è indietro"

"É già da qualche anno che ci troviamo in un contesto di tassi d’interesse molto bassi e per questo si cerca di far confluire sull’economia italiana le risorse che in questo momento sono in mano alle famiglie italiane", ha approfondito ai microfoni di Affaritaliani.it Paolo Langè, Presidente di AIPB, "Dal punto di vista di investimenti alternativi, la situazione italiana è molto indietro, ci vuole una preparazione e volontà di spiegare questi nuovi strumenti”.

Economia Reale e Private Banking: l'intervista di Affaritaliani.it a Guglielmo Manetti, Amministratore Delegato di Intermonte SIM

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Manetti, Intermonte SIM: "Il Private Bankin aggiunge risorse. Il Sistema Paese sottrae"

“Il settore del Private Banking rimane uno dei forti sostegni all’economia italiana. Lo evidenzia l’analisi che ha fatto Intermonte insieme al Politecnico di Milano: nel periodo tra il 2018 e l'inizio del 2019, il Sistema Paese ha sottratto risorse all’Economia Reale; al contrario, il Private Banking le ha aggiunte", ha concluso ai microfoni di Affaritaliani.it Guglielmo Manetti, Amministratore Delegato di Intermonte SIM, "Questo conferma che il Private Banking ha un orizzonte temporale più lungo e una propensione al rischio più alta rispetto all’investitore retail classico. In Europa c’è una maggiore sensibilità soprattutto dal punto di vista del sostegno fiscale e di iniziative di risparmio di lungo periodo: questa è la vera differenza con l’Italia, dove è necessario un maggior contributo del legislatore”.

Il rapporto tra Economia Reale e Private Banking è un tema di particolare attualità la cui importanza è andata crescendo negli ultimi anni anche come effetto collaterale della crisi del credito che ha colpito l’Italia. Numerosi sono stati gli interventi di policy, a livello sia nazionale sia europeo, che hanno introdotto diversi strumenti (tra cui PIR, ELTIF, minibond, crowdfunding per le startup innovative, credito d’imposta per la quotazione, e le iniziative di Invitalia, di Cassa Depositi e Prestiti e del Fondo Italiano di Investimento,) per agevolare l’accesso al mercato dei capitali alle PMI italiane. La ricerca, in sintesi, ha ricostruito i flussi che direttamente (attraverso la sottoscrizione di titoli mobiliari, debito o equity) e indirettamente (attraverso la raccolta di banche, intermediari, fondi comuni e assicurazioni) fluiscono da chi produce risparmio in Italia (le Famiglie in generale e il segmento Private in particolare, ovvero soggetti con un patrimonio mobiliare e immobiliare ≥ a €2milioni) a chi ha bisogno di questo risparmio per creare sul territorio nazionale lavoro, innovazione, benessere (le imprese non finanziarie, ovvero l’Economia “reale”). Il Politecnico, (grazie a un modello input - output ispirato alla teoria Leontief) ha poi calcolato lo stock di risorse “integrate” di flussi diretti e indiretti (a livello sia di Famiglie sia di Private) che va a supportare l’Economia “reale” nazionale. 

Economia Reale e Private Banking, i risultati della ricerca: l'intervista di Affaritaliani.it a Giancarlo Giudici, Professore Associato della School of Management del Politecnico di Milano

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Giudici, Politecnico di Milano: "Le masse gestite dal Private si sono dimostrate resilienti"

"La ricerca che abbiamo realizzato quantifica l’influsso che va dalle famiglie italiane verso l’Economia Reale e quella che è stata l’evoluzione negli ultimi 18 mesi", ha osservato Giudici ai microfoni di Affaritaliani.it, "Abbiamo stimato un contributo complessivo che è intorno ai €1300 mld: una parte investita direttamente, una parte arriva indirettamente dagli impieghi, dalle banche, dai fondi e dalle assicurazioni. In questi ultimi 18 mesi questi contributi si sono ridotti a vantaggio dell’impiego verso l’estero e verso il debito della pubblica amministrazione che continua sempre più ad assorbire risorse. Nel Private Banking abbiamo dimostrato, invece, che il contributo è rimasto abbastanza stabile e quindi che le masse gestite dal Private si sono dimostrate più resilienti e più attente nel mantenimento delle posizioni rispetto l’economia reale”.

Per dibattere i risultati emersi, al termine della presentazione della ricerca, si è tenuta una tavola rotonda cui hanno partecipato: Saverio Perissinotto, Direttore Generale Intesa San Paolo Private Banking, Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale Banca Generali, Federico Sella, Amministratore Delegato Banca Patrimoni Sella & C e Guglielmo Manetti, Amministratore Delegato Intermonte Sim

Economia Reale e Private Banking: l'intervista di Affaritaliani.it a Saverio Perissinotto, Direttore Generale Intesa San Paolo Private Banking

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Perissinotto, Intesa Sanpaolo: "Intesa Sanpaolo promuove iniziative di Private Equity"

"La tematica dell’investimento nell’Economia Reale è sentita in maniera considerevole dalla clientela del Private Banking, che si tratti di fondi o di infrastrutture piuttosto che di Private Equity", ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani.it Saverio Perissinotto, Direttore Generale Intesa San Paolo Private Banking, "Il tema vero è quello di far capire ai clienti che con questa tipologia di investimenti bisogna rinunciare alla liquidabilità e allungare l’orizzonte di investimento. Intesa Sanpaolo è attenta a questa tematica promuovendo una serie di iniziative di Private Equity".

Economia Reale e Private Banking: l'intervista di Affaritaliani.it a Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale Banca Generali

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Ragaini, Banca Generali: "Private banking, ponte tra Economia Reale e risparmio delle famiglie"

“Il mondo dell’Economia Reale in Italia è molto importante, Paese che si posiziona al secondo posto per la manifattura. In questo momento il mondo del Private Banking si sta avvicinando all’Economia Reale sapendo di avere un dovere molto importante nei confronti del Paese: quello di creare un ponte tra l’Economia reale e il risparmio delle famiglie", ha affermato ai microfoni di Affaritaliani.it  Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale Banca Generali, "In Europa ci sono 1500 miliardi di euro di mercati privati, in Italia solo 3900, lo 0,25% del risparmio privato europeo anche se lo spazio di crescita per l’Italia è molto importante; in questo campo giocherà molto il Private Banking. Banca Generali sta lanciando una nuova gamma di fondi d’investimento alternativi, non riservati, per aiutare i risparmiatori ad investire sempre di più in questo settore”.

Economia Reale e Private Banking: l'intervista di Affaritaliani.it a Federico Sella, Amministratore Delegato Banca Patrimoni Sella & C

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Federico Sella, Banca Patrimoni Sella: "La situazione italiana è positiva"

“Il settore del Private Banking è intrinsecamente legato all’Economia Reale perché va ad investire sui mercati reali. A livello operativo, la situazione italiana è sicuramente positiva così come nel trand europeo", ha detto ai microfoni di Affaritaliani.it Federico Sella, Amministratore Delegato Banca Patrimoni Sella & C, "C’è una grande attenzione sia da parte delle istituzioni sia da parte del regolatore a facilitare questo avvicinamento all’economia reale, facilitando i mercati con i regolamenti. Il nostre core business rimane la gestione patrimoniale e fondi comuni di investimento insieme alla polizze assicurative”.

Economia reale e Private Banking, risultati: il Private banking

Il Private Banking italiano, con un totale di €844 miliardi di asset in gestione al 30/6/2019, per caratteristiche di clientela e livello di servizio rappresenta sicuramente il candidato ideale per veicolare risorse private allo sviluppo dell’Economia “reale”. Offrendo servizi di gestione e/o consulenza a soggetti che vantano un patrimonio di una certa consistenza (e con una maggiore tolleranza al rischio), svolge infatti un ruolo fondamentale in questo ecosistema. 

• Il contributo del Private Banking all’Economia “reale”: la ricerca, elaborando dati forniti da 38 soci AIPB e da Morningstar, ha calcolato un totale investito dal Private Banking nell’Economia “reale” italiana di €120,6 miliardi a fine 2018, e di €125,7 miliardi al 30/06/2019 (con un incremento quindi di +€ 5,1 miliardi nei primi 6 mesi 2019, contro un -€12 miliardi delle Famiglie italiane). 

• Impieghi diretti o indiretti del Private Banking nell’Economia “reale”: nei primi 6 mesi del 2019, gli impieghi diretti del Private Banking crescono di oltre mezzo miliardo di euro passando da € 22,5 miliardi a € 23,1 miliardi (restano invece stabili per le famiglie italiane). Anche lo stock di finanziamenti indiretti risulta in aumento (da € 15,4 miliardi a € 15,5 miliardi) per il Private Banking. 

• Focus su investimenti diretti e quota domestica: in particolare, al Private Banking compete una quota molto rilevante degli investimenti diretti in Economia “reale” (il 68% del totale al 30/06/2019) e, nel periodo di riferimento dell’indagine, è stato più attento a conservare le risorse investite nel Paese rispetto alla media dell’ecosistema. 

• Maggior “resilienza”: il segmento mostra, quindi, una maggiore resilienza verso l’Economia “reale” non solo attraverso l’allocazione diretta, ma anche attraverso la capacità di meglio selezionare gli impieghi in fondi e in intermediari che offrono una preferenza stabile verso le società industriali rispetto al debito pubblico. 

Economia reale e Private Banking, risultati: famiglie

Nel periodo dal 31/12/2017 al 30/6/2019 lo stock di ricchezza investito dalle Famiglie nell’Economia “reale” è diminuito, a vantaggio di impieghi verso l’estero e soprattutto verso il debito pubblico italiano, che ha drenato una parte importante di risparmio. Gli intermediari hanno giocato un ruolo determinante in questo trasferimento di risorse (in particolare verso impieghi esteri). 

• Impieghi diretti o indiretti delle Famiglie nell’Economia “reale”: al 31/12/2018 il valore era €1.318 miliardi (vs € 1.442 miliardi al 31/12/2017), di cui €931 miliardi direttamente e il resto tramite intermediari, banche e investitori istituzionali. Al 30/6/2019 il valore è sceso a €1.306 miliardi. 

• Risparmio delle Famiglie verso il debito delle Pubbliche Amministrazioni: al 31/12/2018 il valore era €1.073 miliardi, di cui ‘solo’ €209 miliardi direttamente e il resto tramite intermediari, banche, assicurazioni e investitori istituzionali. Proporzionalmente, quindi, questi soggetti utilizzano il risparmio dei cittadini per finanziare più il debito pubblico che l’Economia “reale”. 

• Trend nei 18 mesi di analisi: dal 31/12/2017 al 30/6/2019 si conta un aumento complessivo di €24 miliardi di stock di risparmio delle Famiglie a beneficio del debito della Pubblica Amministrazione, sia per il contributo diretto sia per quello ‘indotto’ dagli intermediari. Appare quindi chiara una tendenza alla riduzione dello stock investito dalle Famiglie nell’Economia “reale” italiana - sia direttamente (seppure con un lievissimo recupero nel primo semestre 2019, legato più che altro alla rivalutazione delle azioni quotate) sia indirettamente, a vantaggio del debito pubblico. 

• La ‘fuga’ di investimenti delle Famiglie verso l’estero: a fine 2017, lo stock di investimenti diretti detenuti dalle Famiglie su attività all’estero era pari a €471 miliardi; a metà 2019 era €476 miliardi. Se si considera il contributo delle altre categorie dei soggetti istituzionali (i.e. banche, fondi, assicurazioni), si passa da €1.696 miliardi a €1.800 miliardi. Più che le Famiglie in modo diretto, sono stati quindi gli intermediari a drenare risorse verso gli impieghi esteri. 

• Gli investitori esteri e l’Economia “reale” italiana: nel corso del 2018 gli investitori esteri hanno ridotto l’esposizione verso l’economia italiana, in maniera generalizzata su tutti gli impieghi (- €24,5 miliardi). C’è stato un recupero sensibile nel primo semestre del 2019 (+€58,4 miliardi) a favore sia dell’Economia “reale” che del debito pubblico. 

Economia reale e Private Banking, risultati: le prospettive per il futuro e il ruolo del Private Banking

Frenare la crescita del debito pubblico è certamente una priorità per favorire il flusso di risorse verso l’Economia “reale”. Numerose sono le iniziative in fase di partenza per nuovi fondi e nuovi progetti dedicati alle imprese, sia da soggetti privati sia dal pubblico (in prima linea la Cassa Depositi e Prestiti). Certamente il Private Banking sarà un attore importante nel processo e potrà spingere in modo determinante per sostenere il flusso di capitale verso l’Economia “reale” interfacciandosi da una parte con le aziende emittenti e dall’altra con una fascia di investitori individuali adatti a prodotti e strategie mirate e specializzate per una maggiore tolleranza del rischio e un orizzonte temporale di medio e lungo periodo. 

Per quanto riguarda il mondo dei titoli quotati, l’appetibilità dell’Economia “reale” nazionale dipenderà esclusivamente dalle aspettative di ritorno e dalla rischiosità percepita. Oltre agli incentivi fiscali, servono riforme che possano migliorare la competitività e l’attrattività del sistema Italia. Per vedere crescere ulteriormente la quota di investimenti diretti in imprese produttive è necessario inoltre dare continuità e stabilità alle politiche economiche e fiscali volte ad agevolare le quotazioni per aumentare il peso dell’azionario italiano sul valore globale. 

Nel loro dialogo con le emittenti, i private banker potranno spiegare agli imprenditori l’importanza di guardare agli obiettivi di patrimonializzazione delle aziende e alle opportunità offerte dalla Borsa e dagli investitori istituzionali. Il modello di azienda che, adottando buone pratiche di governance e di trasparenza e tempestività delle informazioni, si apre al mercato rappresenta un punto di riferimento virtuoso e la quotazione è un’opzione che aggiunge sicuramente ulteriori spazi di crescita per l’Economia “reale”. 

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