Immobiliare, le case all'asta non tirano più: compravendite in calo nel 2025. Tutti i dati - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 14:51

Immobiliare, le case all'asta non tirano più: compravendite in calo nel 2025. Tutti i dati

Vendite giudiziarie in calo, ma con concorsuali in crescita: residenziale al 51,39%, posti auto al 12,33% e terreni al 13,34% in aumento

di Carlo Mannelli

L’analisi: prime cinque regioni per volumi, con Lombardia davanti e Sicilia e Lazio subito dietro

Lo scorso anno ci sono state 74.625 unità immobiliari oggetto di asta in Italia, con un controvalore (di base d’asta) di circa 11,3 miliardi di euro e offerte minime per circa 8,4 miliardi di euro. Si legge in una analisi di Rina Prime elaborata su big data di Rina Prime Ares 2.0, su dati ufficiali del Ministero della Giustizia, Associazione T6, Nomisma e Cerved.

La flessione registrata quest’anno, precisa la nota di Rina Prime, interessa due tipologie procedurali su tre: -2,2% per le procedure esecutive (55.018 lotti nel 2025) e -1,86% per le cause civili (1.554 unità). Le procedure concorsuali (18.053) sono invece incrementate del 4,06%.

Oltre la metà degli asset sono case. Il 51,39% delle unità immobiliari all’asta, indica infatti l’analisi, è riconducibile alla categoria “residenziale”, cui si deve aggiungere un 12,33% di posti auto e autorimesse in vendita in lotti autonomi. I negozi e gli uffici pesano per l’11,27%; gli immobili produttivi ammontano al 3,22% e i magazzini al 4,81%. “Una fetta importante del mercato, pari al 13,34% in rialzo ulteriore rispetto all’12,99% del 2024, è costituita dai terreni, sia agricoli che edificabili”, sottolinea Rina Prime. Quote minoritarie sono riferite ai cantieri (1,16%) e alla categoria dell’hospitality (0,64%).

A livello regionale la Lombardia si conferma al primo posto con 9.664 unità staggite, pari al 12,9% del totale, seguita da Sicilia con 8.491 immobili (11,3%) Lazio con 6.290 (8,4%), Marche con 6.196 (8,3%) e Toscana con 5.440 (7,2%). Il Piemonte sale nel 2025 all’undicesimo al settimo posto con 4.556 immobili (il 6,1%).

“Il 2025 - osserva il responsabile del centro studi di Rina Prime Massimiliano Miceli - registra 55.018 lotti in esecuzione immobiliare con un prezzo base complessivo di oltre 7 miliardi di euro. Le offerte minime, pari a 5,3 miliardi, rappresentano il 75% del valore base. Il confronto con i valori iniziali dei beni stimati in perizia rivela un dato strutturale: la perdita di valore cumulata supera i 10 miliardi di euro, effetto diretto dei tentativi di vendita reiterati e della lunga permanenza degli immobili nel circuito giudiziario”.

Miceli sottolinea che “l’anzianità delle procedure resta infatti uno dei nodi più critici: il 32,89% dei lotti deriva da fascicoli avviati prima del 2020 mentre 1.188 procedure risultano addirittura precedenti al 2000”.

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