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Iran, ma adesso chi comanda? Araghchi fa i nomi e svela le reali condizioni di salute di Mojtaba

Il ministro degli Esteri sfida Trump e Netanyahu: “Non lo avete ancora capito che…”

Iran, ma adesso chi comanda? Araghchi fa i nomi e svela le reali condizioni di salute di Mojtaba
Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano

La guerra in Iran ha azzerato i vertici di Teheran, sia da un punto di vista politico che di guide spirituali. Le uccisioni in particolare di Khamenei padre e Larijani sono state un duro colpo per il regime. Ma la risposta dell’Iran sulle nuove gerarchie è arrivata. A parlare, subito dopo l’uccisione di Larijani e Soleimani (il comandante dell’esercito), è arrivata per bocca di uno degli uomini più potenti del paese, specie dopo le uccisioni di vari leader. Le parole di Abbas Araghchi sono chiare ed evidenziano la volontà di Teheran di non cedere a nessuna pressione israelo-americana e rispondere colpo su colpo.

La nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei “è in perfetta salute e la situazione è sotto controllo. Ha riportato solo ferite superficiali“, ha chiarito il ministro degli Esteri in un’intervista ad Al Jazeera. Da quando è stato eletto, Mojtaba Khamenei non si è ancora mai presentato in video né ha fatto sentire la sua voce, alimentando speculazioni sulla sua salute dopo essere rimasto ferito nel raid che ha ucciso il padre Ali il primo giorno della guerra di Usa e Israele contro l’Iran.

L’uccisione di Ali Larijani, il potente segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, da parte di Israele non infliggerà un colpo fatale alla Repubblica islamica. Lo ha sottolineato sempre Araghchi. “Non capisco perché – ha detto il ministro sfidando Trump e Netanyahu – americani e israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica Islamica dell’Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate”, ha dichiarato Araghchi. “La presenza o l’assenza di un singolo individuo non intacca questa struttura. Certo, gli individui sono influenti e ognuno svolge il proprio ruolo ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran è una struttura molto solida”, ha sottolineato il capo della diplomazia iraniana. A sostituire Larijani al Comitato di Difesa potrebbe essere indicato Said Jalili, ex capo negoziatore sul dossier nucleare, più estremista di chi è stato ucciso. “Jalili chiuderebbe la già limitata possibilità di una soluzione diplomatica”, riferiscono i ben informati.