Un’analisi approfondita sulle otto principali città italiane evidenzia dati davvero sorprendenti, grosse le differenze per chi accende un mutuo tra quello che si pagava a febbraio 2025 e quello che invece si è pagato a febbraio 2026. L’indagine de Il Corriere della Sera, che si basa sui dati di Idealista.it, segnala, attraverso esempi concreti, quanto hanno pagato in più gli italiani che hanno optato per un finanziamento a tasso fisso.
A Milano, ad esempio, per comprare 80 metri quadrati bisogna mettere in conto rispetto a un anno fa un prezzo del 4,2% superiore mentre per la rata per un mutuo a 30 anni che copra il 70% del costo si arriva a +9,6%, perché all’aumento del tasso bisogna sommare anche l’incremento della somma da finanziare. Così la spesa è passata da 1.221 euro di febbraio 2025 a 1.339 di febbraio 2026
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A Roma, invece, l’esborso mensile è salito da 758 a 856 euro, con un aumento del 13%, con un pesante +7,5% delle quotazioni. Anche a Napoli e Torino ci sono stati aumenti, basandosi sempre sulla stessa metratura e lo stesso numeri di anni di mutuo, rispettivamente del 9,2% e del 12%. Numeri in linea con quelli di Genova (+11,9%), Palermo (+10,8%), Firenze (+12,6%) e Bologna (+12,7%).
Proprio sui tassi, va considerato che i dati dell’Emf sul periodo tra luglio e settembre del 2025, certificano che il tasso medio si è attestato al 3,28%, valore che, nonostante un leggero aumento rispetto al trimestre precedente, si è confermato tra i più bassi se paragonato agli altri mercati oggetto dello studio.

