Borsa, Piazza Affari sopra i 50.000 punti
Quella di oggi, lunedì 25 maggio, è una seduta destinata a entrare negli annali di Piazza Affari. In mattinata l’indice FTSE MIB, il principale paniere della Borsa di Milano, ha superato per la prima volta da oltre 25 anni la soglia psicologica dei 50.000 punti, spingendosi fino a un massimo di giornata di 50.160 punti e tornando così sui livelli che non si vedevano dal lontano marzo del 2000.
Per cogliere la portata di questo traguardo bisogna fare un salto indietro nel tempo. Era il 6 e 7 marzo del 2000 quando l’indice — che allora si chiamava MIB30 — toccò i suoi valori più alti, in piena euforia da bolla delle cosiddette “dot-com“, la grande corsa speculativa attorno ai titoli tecnologici e di internet che di lì a poco sarebbe clamorosamente esplosa.
Da un punto di vista borsistico, quell’epoca sembra appartenere a un’era geologica diversa: nel mezzo si sono susseguiti il crollo delle telecomunicazioni, l’11 settembre, la crisi finanziaria globale del 2008, la tempesta sul debito sovrano europeo, una pandemia mondiale, il ritorno dell’inflazione e la stagione di rialzi dei tassi d’interesse più aggressiva degli ultimi decenni.
Eppure, dopo ventisei anni e dopo aver attraversato tutte queste turbolenze, la Borsa di Milano si ritrova nuovamente a ridosso del punto più alto della propria storia. A trainare il listino nella seduta odierna sono soprattutto i titoli dei pagamenti digitali e dei servizi, con Nexi in forte rialzo, seguita da Amplifon e Avio, mentre i petroliferi e i titoli legati alla difesa arretrano sulla scia dell’allentamento delle tensioni geopolitiche in Iran.
Vale però la pena di sottolineare una sfumatura tecnica che spesso sfugge: il vero record storico intraday dell’indice resta quello del 7 marzo 2000, quando il paniere arrivò a sfiorare i 51.300 punti.
Il superamento di quota 50.000 a cui assistiamo in questi giorni rappresenta dunque il massimo dall’inizio del millennio, ma il picco assoluto della storia di Piazza Affari, in termini puramente numerici, non è ancora stato eguagliato. Senza contare che, se si rivalutassero quei valori del 2000 tenendo conto dell’inflazione accumulata in oltre due decenni, il massimo di allora corrisponderebbe oggi a un livello ben più elevato, attorno agli 80.000 punti.

