Parlamento, le presenze di deputati e senatori: chi è più assiduo e chi manca di più quando si vota
In Parlamento c’è chi sembra avere praticamente il badge incollato alla giacca e chi, invece, l’Aula la frequenta con una certa parsimonia. Molto, molto parsimonia. La fotografia delle presenze in Parlamento si aggiorna con i dati relativi alla prima parte del 2026 e, rispetto allo scorso anno, non mancano conferme, sorpassi e qualche curiosità. Il conteggio – riportato dall’Ansa – prende in considerazione le votazioni elettroniche effettuate dai parlamentari, comprese le assenze dovute a congedi e missioni quando queste risultano regolarmente segnalate nei tabulati. Restano invece fuori dalla classifica, per ragioni legate ai rispettivi incarichi istituzionali, la premier Giorgia Meloni, i ministri, i presidenti, i vicepresidenti e i questori delle due Camere.
Dopo la scomparsa di Umberto Bossi, le cui numerose assenze erano legate alle sue gravi condizioni di salute, il poco ambito primato delle assenze alla Camera passa al deputato leghista Antonio Angelucci. L’editore e imprenditore della sanità privata registra un clamoroso 99,39% di assenze, senza aver preso parte ad alcuna missione. Un dato che lo conferma saldamente in cima alla classifica. C’è però un piccolo segnale di miglioramento: in un anno Angelucci è passato da 13 a 112 votazioni effettuate. Insomma, piano piano.
Al secondo posto ritroviamo Marta Fascina, che registra un tasso di assenza dell’87,77%. L’ex compagna di Silvio Berlusconi ha saltato quasi 16mila votazioni, senza però vedersi riconoscere alcuna assenza giustificata.
I leader
Tra i leader politici non impegnati in incarichi di governo – e tenendo naturalmente conto degli impegni di segreteria e sul territorio – il meno presente risulta essere Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle ha saltato l’83,14% delle votazioni, seguito dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, ferma all’81%. Interessante il confronto al Senato tra Matteo Renzi e Carlo Calenda. Il leader di Italia Viva registra un’assenza del 31,80%, mentre il segretario di Azione si ferma al 16,88%. Renzi, tuttavia, resta davanti per numero di votazioni effettivamente effettuate: 4.157 contro 3.484. Il motivo? Calenda ha fatto ampio ricorso alle missioni: 3.185, quasi duemila in più rispetto all’ex premier. Nel cosiddetto Campo largo, invece, i numeri raccontano un’altra storia: i due co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, registrano rispettivamente il 67,39% e il 58,73% di presenze.
Sul fronte del centrodestra, tra i leader non impegnati in ruoli di governo, spicca invece Maurizio Lupi, con un notevole 92,63% di presenze. Una percentuale favorita anche dall’alto numero di missioni riconosciute dalla Presidenza della Camera. Alla Camera, come già nel 2025, il titolo di stakanovista d’Aula va al forzista Alessandro Battilocchio, che mette insieme la bellezza di 18.213 presenze, pari al 99,96%, senza aver mai fatto ricorso a missioni. Alle sue spalle, praticamente incollato, c’è il numero due di Avs a Montecitorio, Marco Grimaldi, presente al 99,88% delle votazioni e senza assenze giustificate.
La sorpresa arriva da Irene Gori. Subentrata alla Camera il 3 dicembre 2025, la deputata di Fratelli d’Italia ha collezionato da allora un impressionante 99,60% di presenze.
Al Senato
Passando a Palazzo Madama, il gruppo di Fratelli d’Italia occupa ben cinque dei primi dieci posti nella classifica dei senatori più assidui. Ci sono Paola Ambrogio, Gianni Berrino, Elena Leonardi, Costanzo della Porta ed Etelwardo Sigismondo, tutti con percentuali di partecipazione vicinissime al 100% e poche missioni all’attivo. Numeri simili anche per l’ex ministra leghista Erika Stefani, che però accumula più di 500 assenze giustificate. A spuntarla è quindi il collega di partito Giorgio Maria Bergesio, che conquista il titolo di stakanovista del Senato con un quasi surreale 99,99% di partecipazione, senza missioni né congedi. Praticamente, se si vota, lui c’è.
Tolti dalla graduatoria i cinque senatori a vita, il primato delle assenze a Palazzo Madama va alla pentastellata Barbara Floridia, che ha saltato il 38,96% delle votazioni. Un dato sul quale pesa, però, il suo incarico di presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Sul secondo gradino del podio troviamo Giusy Versace, già vicina a Calenda e oggi nel gruppo di Noi Moderati, con un tasso di assenza del 35,95%. Terzo posto per l’ex presidente del Senato Marcello Pera, al 35,70%.
Insomma, tra chi sembra non perdersi una votazione nemmeno per sbaglio e chi invece l’Aula la frequenta con il contagocce, anche le presenze parlamentari raccontano parecchio del modo in cui i nostri eletti vivono il lavoro tra Montecitorio e Palazzo Madama.

