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Economia

 

 

 

di Paolo Fiore
 

Nel caos tasse della legge di Stabilità, non si salvano neppure le sgr. Al governo servono soldi. Subito. E per trovarli ha scelto di avere molto subito e meno in futuro. Anche per private equity e venture capital (oltre che per banche e assicurazioni) gli acconti Ires e Irap saliranno al 130%, da pagare entro dicembre. Per il 2014, l'aliquota sarà invece del 101,5%. E così le sgr si ritrovano nella stessa barca di banche e assicurazioni. 

"E' una forma di oppressione fiscale", dice Alberto Foà, presidente di AcomeA ad Affaritaliani.it. "Pagare il 130% mi sembra demenziale. Anche perché lo Stato non incassa di più. Quello che prende oggi, non lo avrà tra sei mesi".

Resta comunque un inasprimento "eccessivamente gravoso", secondo l'Aifi. L'associazione dei private equity e venture capital sottolinea il rischio di una migrazione verso l'estero delle società estere che hanno filiali in Italia.

La differenza tra il risparmio gestito e gli altri settori coinvolti vengono sottolineati da Foà: "Rispetto alle altre istituzioni che hanno subito il rincaro, le sgr hanno un monte utili che, con l'acconto, porta nelle casse dello Stato lo zero virgola zero. Da questo punto di vista, assicurazioni e banche possono contribuire in modo più consistente".

alberto foà
 

Gli acconti non saranno i soli rincari del nuovo anno. All'orizzonte c'è un'imposta di bollo iniqua. Foà ne ha fatto una battaglia, promuovendo l'iniziativa "Risparmiamocelo". Da allora è cambiato il governo, ma non l'indirizzo dell'esecutivo. Monti aveva portato l'aliquota del prelievo sul deposito titoli dall'1 al 1,5 per mille. La legge di Stabilità l'ha ritoccata al 2 per mille. Ma, per ora, non ha fatto un altro ritocco che sarebbe decisivo: introduce una soglia minima di esenzione, come avviene per il bollo sui conti correnti. Un decreto attuativo introduce infatti un importo minimo pari a 34,2 euro. In sostanza, in assenza di una soglia minima di esenzione, i piccoli risparmiatori pagheranno molto di più: l'imposta è regressiva fino alla soglia dei 17 mila euro.

C'è tempo fino a giovedi per modificare la legge a Montecitorio. Già al senato alcuni parlamentari avevano presentato un emendamento che mirava a correggere questo squilibrio. E' stato ritirato. Secondo Foà "per l'intervento della lobby bancaria". Non è detta l'ultima parola: "So che alcuni deputati stanno lavorando agli emendamenti". 

twitter@paolofiore

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