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Economia
Imprese familiari e Private Banking: un’alleanza per il Paese

Sono intervenuti: Antonella Massari (AIPB), Dario Voltattorni (AIDAF), Gabriele Barbaresco (Area Studi Mediobanca), Edgardo Bianchi (Lubiam), Leo De Rosa (Russo De Rosa Associati), Luca Peyrano (ELITE), Settimio Stigliano (Arca SGR), Angelo Viganò (Mediobanca)

Dall'Osservatorio AIPB sugli imprenditori italiani emergono spazi per una maggiore diversificazione delle fonti di finanziamento degli investimenti e un miglioramento della governance, a partire dai passaggi generazionali delle imprese. Il Private Banking italiano, industria che ha raggiunto un importante grado di maturità e un ruolo centrale nel settore finanziario, può compiere un ulteriore passo in avanti, abbinando alla consulenza per la gestione dei patrimoni il supporto attivo alle strategie di crescita delle piccole e medie imprese, facendo soprattutto leva su un forte rapporto fiduciario costruito nel tempo con i propri clienti-imprenditori che già rappresentano il 20% della clientela complessiva, offrendo così un contributo alla crescita dell’economia reale.

Antonella Massari (Segretario Generale AIPB – Associazione Italiana Private Banking) ha aperto i lavori presentando e commentando alcune evidenze emerse nell’ultimo Osservatorio realizzato dall’Associazione, che contiene i risultati di una indagine condotta su un campione significativo di clienti private imprenditori.

Per quanto riguarda l'aspetto di finanziamento degli investimenti, l’Osservatorio conferma la presenza, per le PMI, di fonti poco diversificate, sbilanciate verso il credito bancario, bassa propensione a forme alternative di reperimento di capitale e ancora poca apertura del capitale ai terzi.

Migliorabili appaiono anche i sistemi di governance aziendale con particolare riguardo ai processi relativi al ricambio generazionale. Su questo punto, l’Osservatorio conferma che i passaggi generazionali sono ancora guidati da dinamiche emotive, più che dalla sostenibilità dell’impresa. Emergono infatti ritardi nelle scelte legate alla successione, per lo più a causa delle difficoltà nella gestione emotiva legata al cambiamento.

Molti imprenditori sostengono di averci pensato ma di non aver posto in essere azioni concrete. Solo il 19% degli imprenditori ha cominciato a trasferire il proprio patrimonio aziendale. Sale leggermente la percentuale (26%) quando si parla invece di patrimonio finanziario.

L’indagine AIPB rivela anche che l’imprenditore è pronto ad accogliere proposte di soluzioni che lo supportino nei momenti di discontinuità (il 68%, contro un 13% che pensa di poter gestire da soli le fasi critiche del ciclo di vita dell’azienda). Resta comunque ancora un 20% che dichiara di non avere ancora le idee chiare su competenze e soluzioni necessarie. In quest’ottica, conclude l’Osservatorio, il Private Banking può giocare un ruolo importante.

Antonella Massari ha dichiarato ad Affaritaliani.it: “Ci sono per il Private Banking due ruoli fondamentali che possono essere importanti per sostenere la crescita del Paese: da un lato nella gestione dei portafogli delle famiglie benestanti il consigliare di investire in strumenti adatti anche al finanziamento dell’economia reale; quello di cui parleremo oggi è il ruolo di consulenza che può avere il Banker nei confronti del cliente imprenditore. Le imprese esportatrici italiane hanno dimostrato di avere successo. I mercati però sono sempre più competitivi ed è per questo motivo che le imprese, se vogliono rimanere competitive, necessitano di alcuni miglioramenti ad esempio nella struttura dei loro finanziamenti degli investimenti e nella loro governance. Uno dei punti fondamentali della governance è il passaggio generazionale. Qui il Banker può affiancare l’imprenditore nella difficile scelta di trovare qualcuno che continui l’impresa fatta dall’imprenditore nel fondare la sua azienda”.

VIDEO - Massari (AIPB): "Banker: un consulente per il cliente imprenditore"

Le sfide delle imprese familiari: dal passaggio generazionale al passaggio dimensionale

Dario Voltattorni (Direttore Esecutivo AIDAF – Associazione Italiana delle Aziende Familiari) è il rappresentante della terza generazione di un’impresa di famiglia attiva nella produzione e commercializzazione di legname per prodotti di lusso. A 23 anni, laureato in economia, racconta di essere andato dal padre per chiedere di poter supportare la famiglia. Il padre non lo fece entrare nell’azienda, ma gli disse di augurarsi che sarebbe diventato talmente bravo che un giorno “non sarai tu a cercare noi ma noi a cercare te”. Voltattorni oggi è il Direttore Esecutivo di AIDAF, l’associazione nata nel 1997 per volontà di Alberto Falck che iniziò a condividere con alcuni imprenditori suoi amici il tema del passaggio generazionale, quando ancora non si parlava di imprese di famiglia ma di imprese padronali. Falck capì che lo scoglio era il passaggio generazionale, era convinto che le nuove generazioni dovessero rifondare le imprese di famiglia per rinnovarle e adeguarle ai tempi. La Falck ha rispettato questa indicazione, infatti oggi l’azienda, che ha cambiato nome diventando Falck Renewables, è attiva nel campo delle energie rinnovabili.

Voltattorni ha presentato e commentato alcuni dei dati emersi dall’indagine condotta da AIDAF: negli Stati Uniti il 90% delle imprese sono imprese famigliari, mentre in Italia le imprese famigliari sono l’85%. In Italia il 13% delle imprese familiari supera la terza generazione; tuttavia la percentuale delle imprese non famigliari che non superano la terza generazione non è superiore al 10%; i leader che hanno più di 70 anni sono più del 25%.

“Siamo convinti – ha commentato Voltattorni - che l’imprenditore abbia tutti gli strumenti per fare un buon passaggio generazionale. Il tema sul quale bisogna concentrarsi, però, è il passaggio dimensionale”. Da notare come le imprese familiari italiane con un fatturato superiore a 1mld di euro siano 89, tra cui Moncler e IMA. Secondo AIDAF, dunque, le tematiche da affrontare oggi in Italia sono tre: managerializzazione, internazionalizzazione, evoluzione del capitale.

Voltattorni ha detto ad Affaritaliani.it: “Le imprese familiari sono il nervo dell’economia nel nostro Paese ma anche in tutte le principali economie nei paesi del mondo. In Italia la difficoltà che le imprese familiari hanno avuto nel loro sviluppo è stata la crescita soprattutto a livello internazionale. Si dice che il problema principale delle imprese familiari sia il passaggio generazionale. In realtà il vero tema è il passaggio dimensionale, ossia crescere, attrarre manager anche internazionali che possano supportare lo sviluppo in tutti i Paesi nel mondo”.

VIDEO - Voltattorni (AIDAF): "Imprese familiari, il nervo dell'economia"

Come liberare il potenziale inespresso delle PMI

Gabriele Barbaresco (Direttore Area Studi Mediobanca) ha sottolineato nel suo intervento come il tema del passaggio generazionale vada affrontato per tempo. “La prima riflessione è questa: non è mai troppo presto per organizzare un passaggio generazionale” ha detto Barbaresco. Dallo studio presentato da Mediobanca emerge come il 40% delle imprese non abbia ancora affrontato il passaggio generazionale. La prima motivazione del perché questo passaggio non sia ancora stato avviato è un tema tecnico contingente che può essere risolto, appunto, tecnicamente: se il problema è che non si trovano le competenze all’interno della famiglia la soluzione può essere aprire il board a competenze esterne. “Bisogna avere il coraggio di aprire il board” dice Barbaresco, perché “le imprese con governance aperta hanno saputo liberare il potenziale inespresso. L’imprenditore dovrebbe naturalmente convergere verso governance aperte –continua Barbaresco - l’80% invece predilige una governance chiusa”. Barbaresco conclude citando il patron di Berlucchi che ha preteso che i figli si indebitassero per comprare l’azienda perché “quando si possiede un’azienda la si amministra con più attenzione. Ora i miei figli controllano ogni piccola spesa. Non vengono più a Milano con l’autista, guidano loro”.

Prima dell’inizio dei lavori, Barbaresco ha detto ad Affaritaliani.it: “Oggi tratteremo l’andamento della dinamica delle medie imprese familiari italiane. Le medie imprese familiari italiane rappresentano e hanno rappresentato una parte molto performante del tessuto produttivo italiano, sono la spina dorsale della nostra economia. Pur avendo margini molto buoni oggi ci interrogheremo sui margini che queste imprese hanno per migliorare ulteriormente e proprie performance. In particolare parleremo del tema della governance. Ritengo che sulla capacità della famiglia di aprire i propri confini si giochi oggi per queste imprese la possibilità di attivare ulteriori leve competitive che sicuramente miglioreranno le loro performance”.

VIDEO - Barbaresco (Area Studi Mediobanca): "Ecco come migliorare performance PMI"

Tavola rotonda: “Ho visto più lontano”: la dialettica di successo tra imprenditore e professionisti

Settimio Stigliano (Gestore Azionario Italia Arca Fondi SGR) ha aperto i lavori della tavola rotonda dicendo di aver sempre dedicato attenzione al mondo delle piccole e medie imprese, guidato da “imprenditori validi e coraggiosi che negli anni difficili intercorsi tra le due crisi non solo sono riusciti a sopravvivere ma hanno investito e innovato”. La cosa che guarda di più un investitore è la crescita di un’azienda. “La crescita – ha continuato Stigliano - deve essere sostenibile nel tempo.

Angelo Viganò (Responsabile divisione Private Banking Mediobanca) ha dichiarato ad Affaritaliani.it: “Noi da sempre abbiamo messo in campo servizi multidisciplinari, quindi non solo asset management ma anche servizi per imprenditori. Cerchiamo di essere vicino agli imprenditori non solo per la componente di investimenti finanziari tipici del nostro business ma li aiutiamo anche per le quotazioni in Borsa, per operazioni straordinarie e per far sì che possano intravedere nel Private Banker un approccio globale”.

VIDEO - Viganò (Mediobanca): "Da sempre servizi per gli imprenditori"

Luca Peyrano (Amministratore Delegato ELITE) ha spiegato come in Borsa vi siano una serie di piani per un coinvolgimento più strutturale del mondo del private banking ed è poi tornato sul tema del passaggio generazionale: “Dobbiamo essere oggettivi e pensare che l’imprenditore è uno di quel 5 o 6 % che ce l’ha fatta. L’imprenditore sintetizza un set di capacità che rappresentano il maschio o la femmina alpha della società; per questo quando ci relazioniamo con un imprenditore dobbiamo stare attenti perché lui è dalla parte giusta. Dare soluzioni generiche come un passaggio generazionale forzato potrebbe non essere la strada giusta. È più importante suggerire la managerializzazione dell’impresa e fa sì che l’imprenditore insegni ai figli come diventare azionasti, un mestiere molto complesso”.

Edgardo Bianchi, Responsabile Amministrazione Lubiam, ha raccontato ad Affaritaliani.it: “Io faccio parte della quarta generazione di Lubiam. In questi anni abbiamo vissuto un passaggio generazionale molto importante, quello dalla terza alla quarta generazione. Per fare questo ci siamo appoggiati a uno studio di commercialisti. Molto importante è stato il contributo che ci ha dato il Private Banking. Per il futuro la sfida è continuare a puntare sull’innovazione e sulla creatività del prodotto".

VIDEO - Bianchi (Lubiam): "Lubiam, siamo alla quarta generazione"

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