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Imu agricola/ Il ministro Martina ad Affaritaliani.it: “Ridotto il gettito. Tutelato chi vive di agricoltura”

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

“Abbiamo ridotto il gettito complessivo proveniente dall’Imu agricola, tutelando gli imprenditori agricoli professionali e i coltivatori diretti e cioè quanti vivono di agricoltura. In più abbiamo migliorato le soglie di esenzione, alzato il numero di Comuni totalmente esclusi dal prelievo e irrobustito i meccanismi di agevolazione“. Il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, intervistato da Affaritaliani.it, risponde così a tutti gli agricoltori che a inizio settimana hanno protestato contro l’Imu agricola mentre il ddl di conversione del decreto-legge recante misure urgenti in materia di esenzione Imu approdava in Aula alla Camera. “Sono misure eque”, spiega Martina e annuncia: “Ora stiamo lavorando per filiere. Molti fronti aperti sul tavolo”.

A inizio settimana si è svolta la grande manifestazione degli agricoltori arrivati da tutta Italia, assieme a amministratori locali e rappresentanti delle associazioni del comparto agricoltura, per protestare contro l’Imu agricola. Cosa risponde agli imprenditori agricoli?
“Qualche mese fa il gettito calcolato sull’Imu agricola era di 400 milioni di euro, mentre oggi è di 260. Di questi 260 solo 20 milioni sono gettito proveniente da imprenditori agricoli professionali, cioè che vivono di agricoltura e coltivatori diretti. Rispondo che abbiamo modificato e migliorato le soglie di esenzione e i Comuni totalmente esclusi dal prelievo dell’Imu agricola, arrivando addirittura a oltre 3.500 Comuni su 8.000 e che i meccanismi di agevolazione anche per le coltivazioni in pianura sono robusti. Quindi, nel quadro delle scelte fatte, mi sembra una scelta equa”.

Ma non è sbagliato imporre una tassa ulteriore a un settore del made in Italy che sta soffrendo più degli altri?
“Se potessi evitare di ragionare di tasse, lo farei volentieri. Ma siccome non voglio prendere in giro tutti gli agricoltori, so che così come funziona in altri Paesi europei, così anche da noi ci deve essere un meccanismo impositivo. Il Ministero dell’Agricoltura ha cercato di prevedere un meccanismo il più equo possibile e che, soprattutto, tenesse a mente innanzitutto le esigenze di vive di agricoltura: non ha caso gli imprenditori agricoli professionali e i coltivatori diretti hanno meccanismi fortemente vantaggiosi tanto in pianura quanto in collina, tasse da cui sono esclusi totalmente”. 

Il governo sta studiando altre misure, da inserire magari nella prossima legge di Stabilità, per venire incontro alle esigenze del settore?
“Siamo ogni giorno settati su questo fronte. Adesso stiamo lavorando molto per filiere”.

E cioè?
“In questi giorni ci stiamo dedicando interamente alla filiera del latte, al lattiero-caseario visto che finiscono le quote il 31 e ci siamo già mossi, iniziative peraltro riconosciute da tutte le associazioni di settore, dagli agricoltori agli allevatori stessi. Quindi, abbiamo diverse questioni aperte sul tavolo e le stiamo affrontando con grande determinazione”.