
Addio al provvedimento della discordia. Il Partito democratico ha deciso di ritirare gli emendamenti al decreto Imu all’esame delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, che prevedevano il pagamento della prima rata per gli immobili con valore catastale superiore a 750 euro. Lo ha annunciato il capogruppo del Pd in commissione Bilancio, Maino Marchi. Viene meno così il motivo di maggiore tensione tra Partito Democratico e Pdl.
La maggioranza si ricompatta. La sensazione è che la retromarcia Pd sia stato il prezzo da pagare per ottenere una “controparte”. Il responsabile economico del Pd, Matteo Colaninno, assicura di “aver ottenuto dal governo maggiore progressività”. Una progressività che, a questo punto, dovrebbe concretizzarsi nella struttura della service tax. La conferma arriva anche da Pier Paolo Baretta, sottosegretario Pd all’Economia: “La service tax sarà costituita da due componenti, patrimoniale e di servizio, e quella patrimoniale è per sua natura progressiva e nella legge di Stabilità la applicheremo”.
In mattinata il tenore dello scontro si era alzato. Daniela Santanchè, ‘pitonessa’ berlusconiana, aveva dichiarato ad Affaritaliani.it: “Non ci posso credere che il governo cambi idea. Letta ha tolto la prima rata dell’Imu che non è stata pagata. Ed è un dato di fatto che la copertura vada trovata nella Legge di Stabilità anche per la seconda rata. Noi dobbiamo rispondere ai nostri elettori e come Popolo della Libertà abbiamo preso un impegno. Quello che fa il Pd non mi interessa. Rimango ferma agli impegni assunti con milioni di italiani. I ricchi già pagano la tassa sulle abitazioni di lusso. Ma con i 750 euro di valore catastale andiamo a colpire la classe media, ovvero proprio il nostro elettorato. Abbiamo fatto un patto con il nostro popolo e la parola data in campagna elettorale ha un peso”.
Anche il sottosegretario Pdl all’Economia Casero e Renato Brunetta avevano chiesto a Letta di “rispettare i patti”. E’ intervenuto anche il presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano ha preferito smussare i toni: “Polemiche sull’Imu? Non le sopravvalutiamo”. E infatti, con il ritiro dell’emendamento, sembrano essersi già spente.


