Tutto rimandato a martedì prossimo per il decreto Imu. Lo slittamento – ha spiegato il premier Enrico Letta – e’ dovuto a ragioni formali, cioe’ al fatto che il decreto deve essere varato contestualmente al decreto sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia, per il quale il governo attende una lettera con il parere della Bce.
TERRENI AGRICOLI – Il Cdm non ha neppure trovato la quadra sulla cancellazione della seconda rata Imu a causa del nodo dei terreni agricoli. Confermata invece l’esenzione sui fabbricati rurali. Il ministro dell’Agricoltura, Nunzia De Girolamo, spalleggiata dai ministri del Nuovo centrodestra, hanno infatti insistito sul Consiglio dei Ministri per esentare anche il comparto dei terreni.Se anche questi fossero esentati il conto per il governo salirebbe a 2,4 miliardi. E le coperture, si sa, mancano.
COPERTURE – Una grossa parte dei soldi dovrebbe arrivare dall’aumento degli acconti Ires e Irap per banche e assicurazioni oltre il 120%. Parte delle risorse potrebbero derivare anche da un’altra misura che l’Economia si riserva di mettere in campo: introdurre un ulteriore anticipo di imposta a carico di banche e societa’ di intermediazione finanziaria. Non solo: si fa sempre più probabile anche l’ipotesi che l’aumento degli acconti Ires e Irap riguardi anche le imprese, come previsto dalla clausola di salvaguardia inserita nel decreto legge di fine agosto che ha abolito la prima rata dell’Imu e che prevedeva anche l’aumento delle accise sui carburanti. Anche qui il rischio di una stangata sui carburanti sembra sempre più probabile mano mano che passano i minuti. Non e’ ancora sciolto neppure il nodo sul gettito da restituire ai Comuni. I sindaci chiedono di avere tutto il mancato gettito, comprese le maggiori aliquote gia’ deliberate per l’anno in corso: la differenza sarebbe di circa 500 milioni. Il governo e’ intenzionato ad accelerare anche sulla vendita degli immobili pubblici. Nel decreto potrebbe confluire una norma che velocizza la vendita alla Cdp dei 500 milioni di immobili pubblici gia’ annunciata, che serve a garantire il rispetto del tetto del 3% del deficit/Pil.
QUOTE BANKITALIA – L’esecutivo intanto e’ in attesa di una lettera della Bce che dovrebbe arrivare a giorni. Dal processo di rivalutazione delle quote il Tesoro, come ha spiegato recentemente il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, si aspetta un beneficio per l’Erario al massimo di 1,2 miliardi.
LETTA – “Chiuderemo martedi’ l’iter legato ai due decreti dell’Imu e sulle quote di Bankitalia”, ha detto Letta al termine del Cdm. “La seconda rata dell’Imu non sara’ pagata dai cittadini, questo impegno sara’ rispettato”. “Il rinvio” del via libera dei due decreti “e’ esclusivamente dovuto ad un fatto formale, i due provvedimento devono andare in parallelo. Le banche – dice il premier – saranno toccate da entrambi i provvedimenti e quindi” occorre, per quanto riguarda il tema della rivalutazione delle quote di Bankitalia, e’ “necessario il parere della Bce che arrivera’ nelle prossime ore”.
PRIVATIZZAZIONI – Il governo ha poi annunciato un primo pacchetto di dismissioni da 10-12 miliardi che prevede, tra l’altro, cessione di quote di controllo e non di controllo di alcune società e la cessione del 3% di Eni senza discesa sotto il 30%, con un’operazione di buyback. “Abbiamo intenzione di intervenire su alcune partecipazioni, dirette e indirette, con la cessione al mercato di quote non di controllo tranne che per Sace e la parte commerciale di Grandi Stazioni”, ha detto Letta annunciando che si tratta di Stm, Enav, Fincantieri, Cdp Reti, Tag.
