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Economia

La decisione di far pagare ai contribuenti il 50% dell'aumento delle aliquote Imu sulle prime case, porterebbe una mini stangata di 42 euro medi per i residenti nei Comuni che quest'anno hanno deciso aumenti di aliquote. E' quanto emerge da uno studio della Uil. A oggi, infatti, spiega Guglielmo Loy, segretario confederale Uil, anche se c'e' ancora tempo (la scadenza per l'approvazione dei Bilanci comunali e' al 30 novembre), sono 873 i Comuni che hanno deliberato aumenti di aliquote dell'Imu sulla prima casa e tra essi 11 Citta' capoluogo. Nello specifico, spiega la Uil, a Milano l'aliquota e' passata dal 4 al 6 per mille; a Bologna dal 4 al 5 per mille; a Napoli dal 5 al 6 per mille; a Genova dal 5 al 5,8 per mille; ad Ancona dal 5,5 al 6 per mille; a Benevento dal 5 al 6 per mille; a Verona si passa dal 4 al 5 per mille; a Frosinone, Caltanissetta, Cosenza e Vibo Valentia passa dal 4 al 6 per mille. "Diversamente, dunque, dalle aspettative - sottolinea Loy - non c'e' la propagandata esenzione totale".

Secondo i calcoli del Servizio Politiche Territoriali della Uil, il conto a Milano e' di 73 euro (nel 2012, pero', si sono pagati 292 euro medi); a Bologna di 40 euro medi (321 euro nel 2012); a Napoli di 38 euro medi (379 euro nel 2012); a Genova di 31 euro medi (72 euro nel 2012); ad Ancona di 21 euro medi (341 euro nel 2012) ; a Verona di 31 euro medi (281 euro nel 2012). Dunque, aggiunge Loy, "si avra' un risparmio rispetto al 2012, ma la tassa sulla casa si paghera' comunque". In totale, a oggi (c'e' tempo ancora fino al 9 Dicembre per definire le aliquote del 2013), si tratta di 3,4 milioni di prime case che si aggiungono ai 44.785 'nababbi' possessori di una prima casa di lusso (A/1, A/8 e A/9), i quali verseranno il saldo il 16 Dicembre. Quindi, tra saldo Imu e Tares e acconto Iuc, secondo il segretario confederale della Uil, "tra il 16 dicembre e il 16 gennaio, si profila un vero ingorgo fiscale per le tasse sulla casa. Questo incrocio fiscale, insieme agli aumenti delle addizionali Irpef, rischia di contrarre ancora di piu' i consumi interni e quindi la ripresa economica e occupazionale. Sul fisco locale - conclude Loy - servono certezze, perche' con cambi di nome, di regole di scadenze, oltre che ad aumentare il peso fiscale si disorientano i contribuenti".

De Magistris: Governo mantenga gli impegni presi - Si dice poco appassionato alla questione della decadenza di Berlusconi e auspica che adesso il governo "risolva i problemi e stanzi le risorse per i Comuni", a cominciare da quelle promesse per sostituire il getitto della seconda rata dell'Imu, cancellata con la Legge di stabilita'. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ribadisce la richiesta all'Esecutivo, affinche' "mantenga gli impegni presi" in merito alla tassazione sulla casa, perche' "se si elimina un'imposta ma i costi ricadono sui Comuni, si fa il gioco delle tre carte e quella del governo resta un'operazione politico-demagogica". Dice di non voler "neanche immaginare un piano 'b'" nel caso in cui le risorse non dovessero arrivare. "Andremo a prenderle noi", rilancia, sottolineando che senza questi fondi si configurerebbe "una situazione drammatica che coinvolgera' i Comuni e l'erogazione dei servizi essenziali". Per de Magistris e' giunto il momento in cui l'Esecutivo deve mettere ordine anche su altre imposte su cui si e' fatta confusione, come la Tares. "Come sindaci siamo stanchi di svolgere questa doppia funzione di bancomat o di esattori per conto del governo - spiega - Respingiamo questa funzione, a quel punto sarebbe meglio essere autonomi e decidere noi le imposte".

Pisapia: siamo a follia, rischio scontro istituzionale - E' dura la reazione del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia alla decisione del Consiglio dei ministri di non coprire la totalita' dell'extra gettito Imu prevista dai Comuni per il 2013. Pisapia, che non ha voluto neanche sentir parlare di "scelta", definendola piuttosto "una follia", ha promesso lo "scontro istituzionale" qualora le intenzioni del governo venissero formalmente ufficializzate. "Se cosi' fosse - ha tagliato corto -, e io confido ancora che non sara', saremmo allo scontro istituzionale. Milano non ci sta, l'Anci non ci sta e nessun governo puo' permettersi di andare contro agli interessi dei cittadini e di coloro che li rappresentano, ovvero i Comuni".

Fontana: "Da governo raccontata bugia a comuni e cittadini" - "Una vergogna, una bugia raccontata dal Governo ai Comuni e ai cittadini. Ai Comuni, perchá era stata assicurata la copertura integrale dell'Imu. Ma ß ancora più grave la bugia ai cittadini, ai quali si era detto che l'Imu veniva abrogata, e che invece adesso dovranno pagarla". Lo afferma Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia. Fontana, come riporta il sito Anci.it, si appella al vicepremier Alfano: "Ha sostenuto che la condizione per appoggiare il governo era l'abolizione dell'Imu. Adesso che l'Imu non viene abolita interverrà? Oppure fingerà di sostenere il contrario?".

Fassino (Anci), Governo onori impegni - "Il Governo faccia rapidamente chiarezza sulla seconda rata dell'IMU 2013 e onori gli impegni assunti con i contribuenti e i Comuni italiani. I Sindaci hanno dimostrato ampiamente responsabilita' e spirito propositivo, ma non si puo' abusare della loro pazienza e tanto meno si puo' abusare della pazienza dei cittadini". Lo ha dichiarato il Presidente della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), Piero Fassino, rinnovando la richiesta di un incontro urgente con il Presidente del Consiglio. "Da troppe settimane e ancora nelle ultime ore - ha sottolineato Fassino -si susseguono da parte di singoli esponenti governativi dichiarazioni contraddittorie e addirittura antitetiche. E' tempo che cessi questo assurdo balletto di parole che hanno il solo esito di alimentare confusione e sconcerto nei cittadini ed esasperazione negli Amministratori locali". "All'atto della decisione di superare l'IMU sulla prima casa - ha ancora aggiunto il Presidente ANCI - il Governo assunse due espliciti impegni: i contribuenti non avrebbero piu' pagato l'IMU nel 2013 e ai Comuni sarebbe stato garantito l'identico importo onde poter assicurare l'erogazione di essenziali servizi ai cittadini. E' troppo chiedere che finalmente si dia corso a impegni cosi' esplicitamente assunti?".

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