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Economia
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Incontro Letta-Saccomanni a palazzo Chigi. Secondo quanto risulta, il presidente del Consiglio e il ministro dell'Economia hanno fatto il punto dei dossier economici sul tavolo. La discussione sarebbe stata centrata più che sui provvedimenti del Consiglio dei ministri del 23 agosto (all'odg un decreto e un ddl sulla pubblica amministrazione) su quelli che saranno all'attenzione del governo al Cdm del 28 agosto. In quella sede infatti, dovrebbero essere varate le misure sul fisco, in particolare Imu e Iva.

Il governo si muove su un equilibrio instabile. Si cercano le coperture per il Decreto legge che possa neutralizzare la prima rata dell'Imu, in attesa di una più organica serve tax. Non solo: sono necessarie coperture anche evitare lo scatto dell'aliquota Iva di un punto percentuale dal 21 a 22%,  previsto il primo ottobre. In tutto si parla di circa 5,4 miliardi da reperire sul bilancio 2013 entro il 31 agosto. Tra falchi e colombe, hanno trovato un accordo, almeno su un punto, Stafano Fassina del Pd e Renato Brunetta del Pdl. Sulle ricette da proporre al tavolo del consiglio dei Ministri del 28 agosto si registra una sostanziale sintonia tra i due economisti, al punto da far parlare l'esponente del Pdl di "proposta Brunetta-Fassina".

Sia il viceministro del Pd che il presidente dei deputati del Pdl propongono infatti di anticipare al 2013 il pagamento dei debiti arretrati della Pubblica amministrazione alle imprese incrementandolo di ulteriori 10 miliardi di euro. La conseguente fatturazione produrrebbe una maggiore entrata Iva di circa un miliardo, da destinare al congelamento dell'aliquota.

brunetta

Per quanto riguarda la copertura della manovra sull'Imu Brunetta è tornato a proporre l'utilizzo dell'extragettito realizzato dai Comuni sul 2012. Si tratta di 4 miliardi in piu' rispetto ai 20 contabilizzati. All'Economia si sta prendendo in considerazione anche la diminuzione delle agevolazioni fiscali che non hanno ragione di essere, come già prospettato nel pacchetto della spending review. Meno gradite a livello politico risultano le voci del menù degli interventi possibili per fare cassa che comportino un aumento diretto o indiretto della pressione fiscale, come incrementi di accise e tagli agli incentivi alle imprese.

GLI ASSESSORI AL BILANCIO DICONO SI' ALLA SERVICE TAX - Un appello per una riforma federalista dell'Imu e a sostegno dell'introduzione della Service tax e' stato lanciato da alcuni assessori al Bilancio di alcuni Comuni capoluogo. Tra i firmatari dell'appello gli assessori Silvia Giannini (Bologna), Luigi Marattin (Ferrara), Alessandro Petretto (Firenze), Francesco Miceli (Genova), Emanuela Briccolani (Forli'), Antonino Costantino (Lamezia Terme), Paolo Panteghini (Brescia), Marcello Degni (Rieti), Fabio Fiorillo (Ancona) e Luciano Abbonato (Palermo). Nel documento I promotori chiedono che nell'attuazione dell'intervento di riforma si tenga "nella dovuta considerazione" l'opinione dei responsabili politici della gestione economico-finanziaria dei Comuni e formulano in sette punti le loro osservazioni.

Sulla base delle nove ipotesi tracciate dal documento di lavoro messo a punto dal Ministero dell'Economia e Finanze nella prima meta' di agosto, gli assessori esprimono "una forte preferenza verso l'Ipotesi 8, l'unica che combina la priorita' politica sopra enunciata (ridefinizione dell'imposizione sulla prima casa, fino alla sua possibile completa abolizione) con una complessiva riforma, dal sapore federale, dell'assetto della finanza pubblica locale". Chiedono quindi che l'intervento del Governo "si sostanzi nell'attribuzione di nuove risorse sul Fondo di Solidarieta' Comunale per 2 miliardi, in modo da ridurre l'imposizione sulla prima abitazione e che si lasci ai Comuni la liberta' di prevedere o meno l'introduzione di una Service Tax per il finanziamento della quota residua dell'originario gettito dell'Imu sull'abitazione principale". Ciascun Comune, nella sua autonomia, argomentano gli amministratori, potrebbe decidere di utilizzare le nuove risorse e graduare il livello di prelievo della Service Tax in funzione della riduzione dell'Imu sulla prima casa, fino alla sua eventuale abolizione. In ogni caso si esprime "una forte contrarieta'" ad ogni ipotesi di abolizione sic et simpliciter dell'Imu sulla prima casa da parte dello Stato, in nome del principio fondamentale di responsabilita' finanziaria a livello comunale.

Si dovrebbe legare invece il costo sostenuto da ogni cittadino per la fiscalita' generale comunale al valore pro-capite dei servizi pubblici comunali, per la parte non finanziata da proventi dei servizi e trasferimenti statali. Gli assessori chiedono inoltre al governo che la Service Tax sia applicata ai conduttori degli immobili, siano essi proprietari o meno, in modo che anch'essi concorrano al finanziamento dei servizi indivisibili offerti dai Comuni; abbia basi imponibili e aliquote interamente sotto il controllo dei Comuni; non riguardi la componente Tares-rifiuti, che risponde a logiche e presupposti diversi. La componente Tares-servizi indivisibili andrebbe abolita per il 2013 e potrebbe essere "ampiamente migliorata, come nuova Service Tax, per consentire la definizione della base imponibile secondo criteri piu' adeguati dei metri quadri, ad esempio, la rendita o il valore degli immobili, e tenendo conto dei componenti del nucleo familiare". Gli assessori auspicano che sia garantita ai Comuni un grado di autonomia fiscale confrontabile con quella attuale. Cio' vorrebbe dire una disponibilita' di 3,9 miliardi di euro (il gettito Imu prima abitazione potenziale pari a 5,9 miliardi al netto dei 2 miliardi compensati dai trasferimenti dello Stato). Questa leva potrebbe essere ripartita fra prima abitazione e Service Tax, a discrezione dei Comuni. Si chiede inoltre che la ripartizione tra i Comuni dei nuovi fondi messi a disposizione (circa 2 miliardi) sia equo, per non premiare i Comuni che gia' dal 2012 hanno fatto ricorso ad inasprimenti della tassazione della prima abitazione. Nell'appello ci si riferisce ancora al punto 8 del documento ministeriale perche' venga riportata a tassazione Irpef il reddito figurativo degli immobili sfitti a disposizione e si auspica che venga al piu' presto avviata, in collaborazione con i Comuni, la riforma del Catasto, "requisito essenziale per rendere piu' equa l'Imu e la nuova Service Tax".

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