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Economia

di Paolo Fiore
twitter @paolofiore

 

Immaginate una settimana di duro lavoro. Sei giorni passati a sgobbare. Ecco, fino a mercoledì avete lavorato per pagare le tasse e solo quanto guadagnato da giovedì a sabato resterà nelle vostre tasche.

E' quello che è successo agli italiani nel quarto trimestre del 2012: la pressione fiscale negli ultimi tre mesi dell'anno ha toccato il 52%, con un aumento di 1,5 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Colpa soprattutto dell'acconto Imu.

L'impennata finale ha portato la pressione fiscale del 2012 al 44%. dodici mesi pessimi ma che potrebbero trasformarsi in un dolce ricordo tra un anno, quando gli italiani faranno i conti di questo salatissimo 2013. Anzi, più precisamente quando faranno i conti dell'ingorgo fiscale che concentrerà le scadenze nella seconda metà dell'anno. Tra giugno e dicembre l'aggravio potrebbe essere di 32 miliardi di euro: 11,6 miliardi di acconto Imu, 14,4 miliardi del saldo Irpef, 4 miliardi di acconto Tares e 1,8 miliardi riconducibili all'aumento dell'Iva.

L'Imu va verso un inasprimento, l'aumento dell'Iva dal 21 al 22% è tutt'altro che scongiurato e la Tares si annuncia molto più pesante delle precedetni Tia e Tarsu. E' proprio la tassa sui rifiuti a fare più paura. Potrebbe costare in media 305 euro, più dell'imposta sulla prima casa. La mazzata arriverà, salvo proroghe, a dicembre, quando scatterà un aumento di 30 centesimi per metro quadro.

Per le abitazioni residenziali, sono attesi aumenti tra il 20 e il 40% in otto comuni su dieci. Per i commercianti e le aziende il conto sarà ancora più salato. Secondo le stime di Confcommercio, la nuova tassa sulla spazzatura costerà il 60% in più, con rincari record per distributori di carburante (170%), bar (370%) e ristoranti (550%).

La Tares è un novità nel panorama fiscale italiano perché rappresenta una sorta  di balzello-centauro, metà tassa e metà imposta. Le tasse sono infatti pagate per usufruire di un servizio (come la raccolta dei rifiuti); le imposte finanziano gli ingranaggi dello Stato in modo indistinto. Ecco, la Tares fonde queste due funzioni perchè non sosterrà solo lo smaltimento della monnezza ma anche i cosiddetti "servizi indivisibili" come illuminazione pubblica o la manutenzione delle strade.

Non solo: la Tares rischia di essere il primo centauro a due teste. Metà tassa e metà imposta ma con le sembianze di una patrimoniale. L'aumento lineare di 30 centesimi per metro quadro sarà un peso per i proprietari. Ma, a differenza di una patrimoniale equilibrata, nella quale la tassa sarebbe proporzionale al valore dell'immobile o al reddito del proprietario, l'unico parametro sarà la metratura della casa. Con il risultato paradossale che chi ha una un'abitazione medio-grande ma di scarso valore subirà un aumento maggiore di chi ha un monolocale che vale milioni in pieno centro.

 

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