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Economia
Spese e squilibri: Inps in rosso. Pensioni, ecco chi paga il conto

Mastrapasqua si è dimesso, l'Inps è in pessime condizioni. E neppure i pensionati italiani si sentono benissimo. Tra erosione del patrimonio, spese e squilibri, l'istituto dovrebbe chiudere l'anno con un passivo di 12 miliardi di euro. E ha dirlo è la stessa Inps, sottolineando che il rosso non calerà sotto i 10 miliardi almeno fino al 2016. Abbastanza per pensare che si tratti di un disavanzo strutturale. E preoccuparsi. Anche perché il passivo ha spolpato il patrimonio: se nel 2009 superava i 40 miliardi, il 2014 sarà ricordato come l'anno in cui il patrimonio diventerà negativo (-4,5 miliardi).  

Diciamolo subito: l'Inps non fallirà. Ma a quale costo? A ripianare le perdite ci pensa lo Stato. Cioè i contribuenti. I trasferimenti dal bilancio pubblico a copertura di oneri non previdenziali sono stati, per il 2014, quasi 98 miliardi. Nel 2008 ne bastavano 73. 

Le pensioni continuano a pesare sullo Stato. Tanto che, nel 2013 e nel 2014, l'incidenza della spesa pensionista sul Pil cresce: era dell'11,5% nel 2010, è del 16,21 nel 2013 e sarà del 15,94% nel 2014. Il Paese invecchia. E a pagare il conto sono i giovani precari.

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La generosità nei confronti delle vecchie generazioni ha prodotto vere e proprie aberrazioni. Così, guardando alle casse di categoria, si nota che sono (quasi) tutte in rosso: lavoratori dipendenti (-119,4 miliardi), coltivatori diretti (-80,1 miliardi), artigiani (-48,2), gestione speciale della pubblica amministrazione (-37,7). Eppure il totale della gesione previdenzaile è in passimo di appena 3,8 miliardi. Perché c'è qualcuno che paga il conto. Chi? I commercianti (+1 miliardo), ma soprattutto due categorie, che in questo momento stanno versando senza ricevere nulla: i parasubordinati (come i co.co.co) grantiscono all'Inps un attivo di 96,7 miliardi; i lavoratori dipendenti con prestazioni temporannee 179,9.

Senza i loro contributi la barca affonderebbe. Ecco perché fanno storcere la bocca quei 4,14 milioni che l'istituto spende per gli organi dell'ente: compensi (220 mila euro l'anno) e rimborsi spesa (45 mila euro)  del presidene , organi di vigilanza (409.500 euro), emolumenti del collegio dei sindaci (2,4 milioni), gettoni di presenza e rimborso spese membri dei comitati regionali (423.710 euro), rimborso ai membri del Consiglio di indirizzo e vigilanza (607.841 mila). Certo, 4 milioni non cambiano la sorte contabile dell'Inps. Ma in tempi di magra, l'austerità sarebbe quantomeno di buon gusto.

twitter@paolofiore

 

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