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Economia
di marco gucci

L’appetito vien mangiando e così il gruppo Kering (ex Ppr) potrebbe proseguire a breve la sua “campagna d’Italia” che l’ha già portato a rilevare il controllo di Pomellato e, tramite la controllata italiana Gucci, a rilevare dal fallimento Richard Ginori, tanto più che i primi tre mesi del 2013 per il gruppo francese hanno visto le vendite della divisione Lusso deludere le attese del mercato, con un giro d’affari cresciuto su base annua solo del 6,4% (mentre il consensus si attendeva un 10% di incremento e case d’affari solitamente prudenti come il Credit Suisse scommettavano comunque su un +9%).

Certo, anche la divisione Sport & Lifestyle non ha registrato un andamento brillante delle vendite in questo primo scorcio d’anno (anzi, il giro d’affari è calato del 2,5% annuo contro attese del Credit Suisse per un incremento attorno all’1%), ma mentre i problemi di Puma non sono una novità, commentano gli analisti rossocrociati in un recente report, “ora gli investitori si attenderanno una crescita inferiore alle attese per Gucci, Bottega Veneta e gli altri marchi del lusso, specie dopo diversi trimestri in cui il portafoglio di marchi di lusso di PPR ha battuto le attese”.

In effetti analizzando i conti del gruppo francese si nota per Gucci una frenata della crescita delle vendite (+4% annuo contro il +8% dei tre mesi precedenti) legata anche ad una razionalizzazione della rete distributiva in Italia e in Europa che ha compensato un incremento delle vendite al dettaglio (+6% con soli 3 nuovi negozi aperti nel trimestre), in Nord America (+9%) e in Asia (peraltro modesta, +3%), così come si è vista una frenata nella crescita del giro d’affari di Bottega Veneta (+9% dal +33% del quarto trimestre 2012).

Nuove acquisizioni di marchi di nicchia o anche già affermati, con buone prospettive di veder crescere il proprio giro d’affari grazie alla presenza mondiale del gruppo Kering, sembrano dunque una delle leve a cui Francois-Henri Pinault vorrà fare ricorso per non far ulteriormente decelerare la crescita del gruppo, anche perché al momento è ancora possibile trovare prede interessanti a valutazioni distanti dai picchi toccati ancora pochi anni fa, mentre si nota da alcune settimane una ripresa degli acquisti in Cina e più in generale in Asia rispetto a inizio anno e lo stesso Credit Suisse ha già indicato proprio nella ripresa delle vendite di orologi e gioielli, trainata dagli acquisti in Asia, il “leit motiv” del 2013 per il settore della gioielleria e del lusso.

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