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Inwit perde il ricorso con Tim e Fastweb ma non si arrende: proposto un reclamo contro il provvedimento in attesa del giudizio di merito

Inwit perde il ricorso con Tim e Fastweb ma non si arrende: proposto un reclamo contro il provvedimento in attesa del giudizio di merito

Inwit pesante in Borsa, -3,79%, dopo che in tribunale di Milano ha respinto anche la richiesta di sospensione con urgenza del recesso di Fastweb, controllata italiana di Swisscom che ha acquisito Vodafone, dal contratto di locazione delle torri per le tlc mobili. Solo ieri un altro giudice aveva respinto una richiesta analoga presentata da Inwit contro il recesso dal contratto presentato da Tim. Per questo Inwit è pronta a proporre reclamo il provvedimento e a proseguire nel giudizio di merito.  

Per Inwit il provvedimento  ha totalmente ignorato la genesi del contratto che la società ha con Tim e Fastweb nel quadro dell’articolata operazione di sale and lease back delle torri.  Secondo Inwit la decisione si pone in urto con i consolidati orientamenti dottrinali e giurisprudenziali in tema di interpretazione del contratto, i quali impongono l’interpretazione sistematica delle clausole e di tenere conto del comportamento complessivo delle parti.

Intermonte ha confermato comunque il rating neutral su Inwit, con target price di 7 euro nonostante il tribunale, come già detto, abbia respinto i ricorsi di recesso dei contratti che ora scadrebbero tra il 2028 e il 2030, ossia prima della scadenza prevista al 2038. La questione è fondamentale per Inwit, controllata da Ardian al 32% e per il 39% a Vodafone (non Italia ceduta a Fastweb ma la casa madre inglese) e al fondo Oak, che basa praticamente oltre l’80% dei suoi ricavi, pari a 1 miliardo, sui contratti con i due maggiori operatori infrastrutturati italiani. Dai comunicati  emergono ricostruzioni divergenti sulla sentenza favorevole a Tim, e quindi, possiamo immaginare,  che questo possa valere anche per  Fastweb.

Inwit infatti specifica che il giudice, pur non accogliendo il carattere d’urgenza, “non si è pronunciato sulla corretta interpretazione delle clausole contrattuali oggetto di controversia né sulla durata del contratto stesso”. Il mercato stava comunque già scontando i due rigetti ai ricorsi di Inwit che rende simmetriche le due posizioni, erodendo ulteriormente la leva negoziale di Inwit. “Proprio per questo- scrive Intermonte-riteniamo che un accordo transattivo stragiudiziale sia nell’interesse di tutte le parti: darebbe a Inwit visibilità sui ricavi ricorrenti e a Tim e a Fastweb certezza sui costi, evitando anni di contenzioso dall’esito imprevedibile”. Tra l’altro le due società avevano minacciato di essere pronte a creare una rete propria per le torri di trasmissione (in Inwit sono confluite quella di Tim q quella di Vodafone realizzate nel corso di 30 anni) ma il progetto viene definito praticamente irrealizzabile da parte degli esperti del settore.  

Inwit pubblicherà i risultati del secondo trimestre  il 28 luglio. Gli analisti attendono un trimestre in continuità con i trend del primo  confermando le previsioni per l’anno in corso. I ricavi sono visti in calo dell’1% a 267 milioni, mentre  il debito netto è atteso in peggioramento di circa 400 milioni nel trimestre, a 5,4 miliardi, per effetto del pagamento del dividendo. Intermonte ha comunque confermato la raccomandazione Hold nonostante le evidenti “pressioni” di Tim e Fastweb per ridurre i ricavi di Inwit, ridimensionando l’importo dei contratti in essere, e dell’elevata leva finanziaria. 

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