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Economia

Di Antonino D'Anna

La lotta attorno allo IOR cambia gli equilibri del Vaticano che verrà. Equilibri che saranno più delicati e spostati non tanto sulla gestione della Banca del Papa, ma sulla gestione dello sterminato patrimonio immobiliare della Santa Sede. È questo il retroscena della fuga di notizie che riguarda la lettera – pubblicata dal Fatto Quotidiano – con cui il cardinale Attilio Nicora, presidente dell'AIF (l'antiriciclaggio vaticano) ha posto alcune osservazioni – sia pure approvandone la nomina - in merito al Cv presentato dal neo direttore generale dello IOR Rolando Marranci.

Nicora, riporta il Fatto, ha inviato questa lettera di osservazioni all'attuale presidente della Banca papale, ossia Ernst von Freyberg. La lettera è del 12 novembre scorso, ma è l'avvisaglia – dicono ad Affaritaliani.it – di equilibri nuovi e più avanzati. È interessante che il testo sia riuscito a sfuggire alle segretissime maglie della vigilanza vaticana, in cui in teoria nessun documento potrebbe più uscire da Oltretevere grazie alle misure elettroniche approntate per difendere la privacy della Santa Sede dopo Vatileaks, il caso nato grazie a copiose fughe di notizie dopo il 2011.

Nicora scrive segnalando come il CV di Marranci non lasci emergere che “abbia svolto la funzione di direttore o di vicedirettore a livello centrale o di filiale come pare emergere anche dalla dichiarazione del dott. Marranci: 'ho avuto varie promozioni fino ad arrivare al massimo livello previsto per il Funzionario e ho collaborato con quattro diversi direttori di filiale'”: tuttavia, ritiene che: “su tali basi, sembrano essere soddisfatti i criteri stabiliti all'art. 61”, necessari per la nomina. E chiede “l'acquisizione di ulteriori informazioni presso le autorità competenti nel settore finanziario e bancario negli Stati nei quali il dott. Marranci ha operato in passato, come pure circa eventuali precedenti legami con società anche private o di consulenza, ai fini di una valutazione accurata della piena rispondenza della nomina ad interim ai requisiti stabiliti all'art.61”.

Qual è il senso di questa lettera? Più che altro, dicono Oltretevere, il senso è nella pubblicazione: “Il problema non è – dicono ad Affaritaliani.it – quali saranno gli assetti che la Banca del Papa avrà domani, quanto il fatto che la vera battaglia sarà sulla gestione del patrimonio immobiliare”. Che la Santa Sede possiede, ed è molto ricco. “Passata la crisi riprenderà il suo valore, ed è molto alto. E a quel punto chi avrà le mani sull'APSA controllerà davvero le finanze della Chiesa”. L'Apsa è l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, che controlla le proprietà della Chiesa e le fa fruttare. Un ricco giro per altrettanto potere: all'Apsa ha lavorato anche ad esempio monsignor Nunzio Scarano, attualmente indagato dalla magistratura italiana (e anche in Vaticano) per riciclaggio. Un'indagine attentamente seguita anche Oltretevere. E meno male che i corvi erano stati sterminati...

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