
E’ la quinta matricola dell’anno a Milano, ma dal clamore mediatico che sta suscitando sembrerebbe la prima: Italia Indipendent debutta oggi sul listino milanese, certo non nel mercato principale, né sul segmento Star (come ha fatto a inizio aprile Moleskine), ma sull’Aim Italia (quest’anno già scelto per il debutto di Enertronica, Mondo Tv France e Sacom) dato il valore modesto dell’operazione, appena 13,7 milioni di euro a fronte di una capitalizzazione di 57,5 milioni.
Se di Italia Indipendent, le cui 525 mila azioni collocate (425 mila di nuova emissione, 100 mila cedute dai soci) sono state tutte riservate a investitori istituzionali, si parla così tanto è per i nomi dei suoi azionisti a cominciare da Lapo Elkann, il fratello “maledetto” di Johnn, che con la morte di Giovanni Agnelli, “l’Avvocato”, si è ritrovato a capo dell’impero Fiat mentre Lapo, dopo una breve stagione nel marketing dell’azienda, ne è stato estromesso e ha dovuto trovare un’idea, trovare il coraggio di buttarsi, come ha ricordato ieri lo stesso Johnn Elkann partecipando a un evento in Bocconi sul capitalismo familiare.
Tralasciando le considerazioni sul “coraggio” che sarebbe necessario per “buttarsi” ad altri aspiranti imprenditori italiani che non dispongano di una simile famiglia alle spalle, Lapo di certo non ha perso tempo e già sei anni fa ha fondato con Andrea Tessitore, nominato amministratore delegato, e Giovanni Accongiagioco (dopo l’Ipo le rispettive quote nel capitale saranno pari al 64%, all’11,13% e al 4,49%) il suo marchio di occhiali e lifestyle che in soli tre anni, dal 2009 al 2012, ha visto il fatturato passare da 1 a 15,7 milioni di euro (di cui 11,5 legati all’eyewear).
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Non solo: Lapo ha anche aperto, nel 2011, il capitale di Italia Indipendent a nuovi soci, in particolare Mario Ginatta (11,7% del capitale post Ipo), che col fratello Matteo rappresenta l’ultima generazione di una famiglia di imprenditori torinesi tanto attiva nel settore auto (ai Ginatta fa capo il gruppo Rgz, che ha rilevato a suo tempo, fra l’altro, l’ex Magneti Marelli) quanto lontana dai riflettori tranne che nel 2009, quando Roberto Ginatta, padre di Matteo e Mario, aveva provato, inutilmente, a riacquistare da Mondadori (gruppo controllato dalla famiglia Berlusconi) la casa editrice Einaudi. Insomma: Lapo Elkann è del capitalismo familiare italiano uno dei più noti rappresentanti e ha fiuto per il “business” quanto per le relazioni e questo potrebbe essere un bell’atout per Italia Indipendent.
O almeno così sembra credere la borsa di Milano, tanto che dopo scambi per appena 25.100 pezzi il titolo viene sospeso al rialzo con un prezzo teorico di 29,95 euro per azione pari ad incremento di oltre il 15% rispetto al prezzo di collocamento. Per qualche investitore potrebbe essere già arrivato il momento di chiudere una scommessa che ha dato un risultato positivo, per altri potrebbe esserci la tentazione di “buttarsi” e aspettare ulteriori incrementi delle quotazioni, specie se la creatura di Lapo continuerà a crescere con lo stesso ritmo di questi ultimi tre anni, smentendo i profeti di sventura e i cantori della recessione. Consentendo così anche a Lapo di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, se non proprio di prendersi una “rivincita” nei confronti del fratello.
Luca Spoldi
