La guerra in Iran continua e il conflitto si estende sempre di più a tutto il Medio Oriente, oltre a minacciare anche l’Europa. Ma a livello militare la situazione non si mette bene per Teheran, stando almeno a quanto sostiene Trump. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. “Hanno perso tutto ciò che potevano perdere. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere“. Ma in realtà l’Iran ha in mano una carta molto importante e che quindi vuole giocarsi bene, Teheran controlla lo stretto di Hormuz, il canale da cui passa il 20% del commercio mondiale e a quanto pare è proprio il regime a decidere chi può passare e chi no. E i numeri che riportano le compagnie assicurative, relative ai danni causati da queste scelte, sono già impressionanti. Circa mille navi sono ferme nel Golfo Persico e nelle acque circostanti lo Stretto di Hormuz. Si calcola che ci siano circa 25 miliardi fermi, in particolare sarebbero state bloccate circa 1000 tra navi che trasportano gas e petroliere.
Il blocco parziale del canale – riporta Il fatto Quotidiano – sta provocando per questo forti aumenti dei prezzi globali, in particolare per il petrolio. I contratti future per aprile si attestano a 50,35 euro al megawattora dopo che ieri erano scesi sotto i 50. Nel corso della settimana i prezzi del greggio hanno avuto un rincaro di circa il 15%. Intanto il settore marittimo internazionale ha ufficialmente designato lo Stretto, il Golfo di Oman e il Golfo Persico come “aree di operazioni belliche”.

