Lo stretto di Hormuz allarma, l’Iran ha dichiarato di averne “il pieno controllo” e con le armi spuntate, complici i bombardamenti americani e israeliani, l’unica “moneta di scambio” rimasta nelle mani di Teheran è quella di bloccare il commercio mondiale, visto l’importanza strategica di quello stretto. “La guerra in Medio Oriente – lancia l’allarme Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – rischia di far esplodere anche prezzi e costi, tra energia e fertilizzanti, sommandosi agli effetti del conflitto in Ucraina”.
Questo nuovo scontro bellico, oltre a rappresentare un dramma umano, rischia di compromettere nuovamente equilibri fondamentali per garantire continuità al lavoro delle nostre imprese agricole. Prevediamo – prosegue Prandini – ulteriori rincari sia sul fronte energetico sia su quello dei fertilizzanti e dei concimi chimici. Non va dimenticato che da queste aree proviene oltre il 25% della disponibilità globale e più del 33% dei fertilizzanti utilizzati nel mondo. Eventuali interruzioni avrebbero un impatto diretto sia sui costi sia sulla disponibilità dei prodotti. Le conseguenze sarebbero inevitabili: aumento dei costi di gestione lungo tutta la filiera agroalimentare e, a cascata, crescita dei prezzi per cittadini e consumatori“.

