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Iran e caro energia, mazzata per le Regioni più popolose e produttive. Ecco perchè

Prepariamoci ad aumenti per imprese e famiglie superiori ai 15 miliardi annui complessivi

Iran e caro energia, mazzata per le Regioni più popolose e produttive. Ecco perchè
Enel, bollette

La guerra in Iran sta provocando gravi conseguenze anche sui costi dell’energia. Tutto ruota intorno al blocco dello stretto di Hormuz imposto dal regime di Teheran, una carta che si sta rivelando decisiva, visto che da quel canale passano o meglio passavano il 30% delle navi, soprattutto cariche di petrolio e gas. Le prime conseguenze si stanno vedendo, il prezzo del greggio è salito alle stelle (117 dollari al barile) e fare il pieno dal benzinaio è diventato un problema. Ma i problemi, molto presto, riguarderanno anche i costi delle bollette di luce e gas.

Questo è quanto emerge da una stima dell’ufficio studi della Cgia di Mestre. Secondo l’associazione di categoria, ipotizzando consumi nel 2025 e nel 2026 in linea con quelli del 2024, i rincari energetici legati al conflitto in Medio Oriente potrebbero valere quest’anno 15,2 miliardi per famiglie e imprese italiane: 10,2 miliardi per l’energia elettrica e cinque per il gas. Secondo l’ufficio studi le regioni più colpite saranno quelle più popolose e produttive: la Lombardia registrerà l’aumento maggiore con 3,4 miliardi, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna con circa 1,7 miliardi ciascuna, poi il Piemonte con 1,3 miliardi e Toscana e Lazio con circa un miliardo.

Per quanto riguarda invece le imprese, quelle lombarde subiranno aumenti per quasi 2,3 miliardi, seguite da Emilia-Romagna e Veneto con circa 1,1 miliardi ciascuna. Le famiglie lombarde pagheranno 1,1 miliardi in più, quelle venete 557 milioni, le emiliano-romagnole 519 e le laziali 453. Nel dettaglio secondo la Cgia le imprese sopporterebbero circa 9,8 miliardi di costi aggiuntivi, mentre le famiglie 5,4 miliardi. Il governo è pronto a intervenire con il Dl Bollette. Il testo è in arrivo nella giornata di oggi alla Camera e punta a intervenire sul caro energia, sui sostegni alle famiglie e sulla materia energetica. Si tratta di una misura che riguarda una platea ampia: in Italia il teleriscaldamento serve circa 1,36 milioni di abitazioni, per oltre 2,5 milioni di cittadini. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il contrasto alla povertà energetica e rendere il sistema più equo.