I capitali lasciano il credito più fragile e premiano i titoli con rating elevato e rendimenti più stabili
Gli investitori stanno alleggerendo le posizioni più rischiose del mercato obbligazionario americano e si stanno spostando verso strumenti più difensivi. A spingere questo cambio di rotta, secondo il Financial Times, sono due fattori che continuano a pesare sul sentiment: la guerra in Medio Oriente e le preoccupazioni per l’impatto destabilizzante dell’intelligenza artificiale.
Il segnale più netto arriva dai fondi specializzati in junk bond statunitensi. Nell’ultimo mese, scrive il quotidiano finanziario britannico, i deflussi medi sono stati pari a 2 miliardi di dollari a settimana. Da inizio anno, il saldo negativo complessivo di questa classe di attivi sfiora invece gli 11 miliardi di dollari.
Il denaro uscito dal debito più speculativo si è diretto verso i segmenti percepiti come più protetti, a partire dai Treasury e dalle obbligazioni societarie di fascia alta. I titoli ad alto rating hanno infatti registrato afflussi medi settimanali superiori a 5,2 miliardi di dollari.
A fotografare la tenuta del comparto investment grade è anche Matt Walker di Income Research + Management, che al Financial Times ha dichiarato: “La parte di alta qualità del mercato delle obbligazioni societarie è stata molto resiliente nonostante tutta la volatilità”.
La forza di questo segmento ha spinto i rendimenti totali dei bond investment-grade al 5,15% alla fine di marzo. Il messaggio che arriva dai mercati è chiaro: nella fase attuale gli investitori stanno premiando qualità, liquidità e protezione, mentre il credito più fragile torna a essere il primo comparto a pagare l’aumento dell’incertezza.

