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“Iran, mercati in rialzo? Merito delle parole di Trump. Dai farmaci all’energia: ecco dove conviene investire”. Parla l’analista

Antonio Tognoli, esperto di mercati finanziari, analizza l’andamento dei mercati dopo lo scoppio della guerra in Iran

“Iran, mercati in rialzo? Merito delle parole di Trump. Dai farmaci all’energia: ecco dove conviene investire”. Parla l’analista

Guerra in Iran e mercati in rialzo, l’analista Tognoli: “Tensioni geopolitiche vicine alla fine e calo dei prezzi dell’energia: ecco che cosa ha favorito la ripresa”

La Borsa di Milano ha vissuto oggi una giornata di forte rialzo, con il FTSE MIB in crescita di oltre il 2%, trainato soprattutto dai titoli del settore bancario e finanziario. Dopo giorni di flessioni marcate, Piazza Affari ha messo a segno un rimbalzo che ha coinvolto anche il mid cap e lo Star, mentre le borse europee hanno mostrato un trend simile, grazie anche al calo dei prezzi del petrolio e del gas. Secondo Antonio Tognoli, esperto di mercati finanziari, la ripresa degli indici è da attribuire a una combinazione di fattori interconnessi. “Da un lato, le dichiarazioni degli Stati Uniti indicano che le tensioni legate alle tensioni geopolitiche nel Medioriente potrebbero essere vicine alla fine, cosa che ha rasserenato gli investitori. Dall’altro, il recente calo dei prezzi dell’energia ha alleggerito le pressioni inflazionistiche sui mercati, favorendo il rimbalzo”, spiega Tognoli ad Affaritaliani.

L’analista di mercati finanziari sottolinea come questo movimento possa avere caratteristiche di un “rimbalzo del gatto morto“, fenomeno tipico dei mercati dopo giorni di ribasso, ma avverte: “La durata e l’ampiezza di questo recupero dipenderanno dall’evoluzione del conflitto internazionale. Gli Stati Uniti parlano di una possibile tregua, mentre l’Iran nega ogni passo avanti verso la risoluzione del conflitto. Finché la geopolitica guiderà i mercati, è difficile fare previsioni precise sul breve termine”.

Dal punto di vista macroeconomico, Tognoli evidenzia che la situazione è meno drammatica di quanto possa apparire: “L’economia globale non mostra segnali di recessione, ma piuttosto di rallentamento della crescita. Negli Stati Uniti la dinamica resta robusta, in Europa è più moderata e in Italia mostra segni di peggioramento. Tuttavia, il PIL globale dovrebbe continuare a crescere, seppur a ritmi più contenuti”.

I settori da privilegiare

Secondo l’esperto, in un periodo di grande tensione internazionale, gli investitori dovrebbero concentrarsi su titoli che assicurano flussi di cassa stabili e costanti, in grado di offrire rendimenti sostenibili anche in scenari incerti: “Tra i settori più resilienti emergono sicuramente quello sanitario, seguito dai beni di prima necessità e consumo e dall’energia e dall’elettricità. Infatti la domanda di farmaci e servizi medici rimane costante indipendentemente dalle crisi geopolitiche. Allo stesso modo, alimentari e prodotti essenziali garantiscono flussi stabili di entrate, perché la popolazione continua a mangiare e a soddisfare bisogni di base”.

Infine, produzione, distribuzione e trasporto di energia elettrica offrono rendimenti prevedibili: “Anche durante conflitti o instabilità, le persone continuano a consumare energia”, spiega. “In questi settori si trovano titoli value, con dividendi sostenibili e una solida capacità di generare cassa. Sono investimenti che combinano sicurezza relativa e rendimento, perfetti in fasi di incertezza”, conclude l’analista.

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