Ue: “La crisi energetica può aggravarsi, pronte misure a breve termine”. Si valuta il ritorno del nucleare
L’Unione europea si prepara a possibili nuove tensioni sul fronte energetico. “Dobbiamo prepararci perché la situazione può aggravarsi ulteriormente e essere pronti ad attuare misure a breve termine per aiutare gli Stati membri”, ha dichiarato il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen all’arrivo al Consiglio Ue Energia, riferendosi all’impatto della guerra in Medio Oriente.

Secondo il commissario, l’Ue non ha un problema immediato di sicurezza dell’approvvigionamento, poiché la dipendenza da gas e petrolio provenienti dall’area è limitata. Tuttavia, l’Europa resta esposta ai forti rialzi dei prezzi sui mercati globali di gas e petrolio. Jørgensen ha comunque sottolineato che la situazione attuale è migliore rispetto alla crisi energetica del 2022, grazie a un maggiore ricorso alle energie rinnovabili, alla diversificazione delle fonti e a una minore incidenza del gas nella formazione del prezzo dell’elettricità.
In questo contesto, secondo Bloomberg, l’Italia sta valutando anche un possibile ritorno all’energia nucleare. Diplomatici e funzionari italiani avrebbero avviato incontri con interlocutori internazionali — tra cui Francia, Canada, Corea del Sud e Stati Uniti — per esplorare soluzioni che consentano di produrre energia nucleare in tempi relativamente rapidi e con maggiore flessibilità. Nonostante l’apertura politica, la strada resta complessa: i progetti nucleari richiedono tempi lunghi prima dell’avvio della produzione e investimenti molto elevati.

